Al Museo di Beirut opere restaurate dopo l’esplosione 2020

Il recupero dei dipinti reso possibile dall'intervento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite

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esplosione a Beirut
L'immagine dell'esplosione a Beirut.

Unesco ha restaurato le opere d’arte del Museo di Beirut danneggiate nell’esplosione del porto del 4 agosto 2020. Sono 17 i dipinti di artisti libanesi oggetto di interventi di recupero che sono in mostra in città.


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Perché allestire l’esposizione al Museo di Beirut?

La Direttrice dell’Ufficio regionale UNESCO di Beirut, Costanza Farina, ritiene che sia importante investire nell’arte in Libano. L’organizzazione delle Nazioni unite vuole lanciare il messaggio di valorizzare il patrimonio storico del paese. Infatti, lo scoppio dell’estate di un anno e mezzo fa ha distrutto gli spazi espositivi che si trovavano a 20 km dalla zona del porto. Marfa Gallery e Galerie Tanit sono gli edifici che hanno risentito maggiormente dell’esplosione di 2.750 tonnellate di ammonio.

L’arte a Beirut

In Libano da quindici anni si assiste a un interesse crescente per le espressioni creative contemporanee che in precedenza la guerra civile aveva sopito. L’apertura di BeMa nel 2020 ha dato un’ulteriore spinta al mercato collegato alle opere di talenti. L’esposizione nasce per promuovere scultori, pittori e designer libanesi e del mondo arabo. Anche Fondazioni e gallerie sono orientate a valorizzare i nomi di artisti nazionali, favorendo lo sviluppo di attività nel settore culturale.

Le opere restaurate in mostra al Museo di Beirut

La collezione restaurata è esposta al Museo d’Arte di Beirut presenta opere di Paul Guiragossian, Hussein Madi e Jamil Molaeb. I lavori di recupero delle creazioni hanno richiesto perizia e precisione in quanto i dipinti erano strappati.

Hussein Madi

Nato nel 1938 è scultore, pittore prende spunto dai lavori di Matisse e Picasso e dalle forme di espressione islamica. Studia all’Accademia di Belle arti di Beirut e fa ricerche su mosaici e affreschi a Roma; insegna anche all’Istituto d’arte dell’Università libanese. Poi nel 1973 crea un alfabeto artistico arabo. Nel 2018 diventa uno degli artisti più quotati nel Medio oriente, vendendo il quadro “Baghdad landscape” a 75.000 $.