Al Museo civico di Bagnocavallo ritratti dal mondo minerale

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Museo civico di Bagnocavallo
Enrico Minguzzi, "La Pian dell'occhio"

Sono realizzati con resina epossidica e colori energetici alcuni dei dipinti che Enrico Minguzzi presenta al Museo civico di Bagnocavallo. La mostra La piena dell’occhio apre il 23 settembre e prosegue fino all’11 dicembre. Il percorso inserisce le opere dell’artista realizzate nell’ultimo anno negli ambienti silenziosi e ricchi di suggestioni dell’ex convento di San Francesco.


Enrico Minguzzi: le forme sospese degli elementi


Che tipo di lavori propone Enrico Minguzzi al Museo civico di Bagnocavallo?

Al di là del canone tradizionale del genere della natura morta, l’artista dà vita a opere che sembrano dei ritratti del mondo minerale e vegetale. I soggetti sono riconducibili a qualcosa di esistente in natura, ma in realtà frutto di una proiezione mentale dell’artista. Statici eppure vibranti, silenziosi e insieme appariscenti, i dipinti e le sculture di Minguzzi dialogano coi lacerti di intonaco delle pareti di San Francesco, accendendo lo spazio e ipnotizzando l’osservatore.

Lavori in resina epossidica

Minguzzi ha indagato le possibilità del materiale, un polimero termoindurente con reazione a freddo, per raggiungere risultati creativi e dalla resa plastica e vetrificata. In scultura realizza delle forme magmatiche che posiziona su piedistalli e inserisce nelle sale vuote e abbandonate del convento. Spesso le posiziona accanto alle aperture che danno agli ambienti attigui in cui colloca i dipinti trattati con resina epossidica che rende la superficie più lucida. Negli spazi sgombri le sue opere trovano quindi una dimensione contingente che le mette in relazione con un luogo che sembra aver dimenticato il proprio passato.

Le fotografie di Nicola Baldazzi

Nei prossimi giorni Bagnocavallo ospita nella chiesa del Suffragio anche la mostra di Nicola Baldazzi, Illuminazioni. Dal 17 settembre al 6 novembre il pubblico potrà ammirare gli scatti notturni, sospesi tra sogno e documento, che i racconti di Veronica Lanconelli sembrano accendere.