Al-Jalaa: la torre di Gaza crolla come la libertà di stampa

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Nella striscia di Gaza sta succedendo di tutto in questi giorni. Il conflitto tra Israele e Palestina continua ad infuocarsi sempre di più e i cittadini delle zone sotto assedio non riescono a trovare pace. Non trovano pace però nemmeno i media che cercano di raccontare cosa sta succedendo in quelle aree che giorno dopo giorno vedono morire persone innocenti. Nei giorni scorsi l’edificio di Al-Jalaa, che ospitava varie testate, è stato colpito.


La libertà di stampa a Gaza è letteralmente crollata


Cos’è successo ad Al-Jalaa?

Al-Jalaa era l’edificio a Gaza City, che ospitava le testate giornalistiche di Al Jazeera Media Network e The Associated Press. Nei giorni scorsi è stato colpito da un raid aereo israeliano che l’ha abbattuto. Il volere di coloro che hanno attaccato è chiaro: impedire ai giornalisti di parlare, raccontare e descrivere al mondo ciò che sta succedendo nella striscia di Gaza. Ultimamente si parla molto di censura anche nel nostro Paese.

Questa parola così pesante, non solo per chi esercita la professione del giornalista, è spesso usata in contesti social che fortunatamente non hanno nulla a che fare con la censura vera e pesante. Una prova del tentativo di controllo della libertà di stampa, arriva duro e brutale da un territorio che è ostaggio di una guerra che si prospetta lunga e violenta. Il bombardamento e la distruzione degli uffici che ospitavano i vari media è un chiaro esempio della volontà di censurare chi sta facendo il proprio lavoro. La modalità in cui tutto è avvenuto è ancora più spaventosa.

La chiamata al giornalista Youmna al-Sayed 

L’edificio di Al-Jalaa oltre agli uffici, ospita anche residenze nelle quali vivono famiglie comuni. Il giornalista Youmna al-Sayed, professionista freelance palestinese, ha ricevuto un’inquietante chiamata dagli israeliani che lo avvisavano di evacuare l’edificio al più presto, prima del bombardamento. Al-Sayed più spaventato che mai ha poi raccontato: “Abbiamo lasciato l’ascensore per gli anziani e per i bambini da evacuare. Stavamo tutti correndo giù per le scale e chiunque potesse aiutare i bambini li ha portati giù. Io stesso ho aiutato due bambini dei residenti lì e li ho portati di sotto. Tutti correvano velocemente”. La voce all’altro capo del telefono dava a disposizione un’ora per far sgomberare il condominio, dopo non ci sarebbe più stato scampo.

Mostefa Souag, direttore generale ad interim di Al Jazeera Media Network, ha dichiarato: “Chiediamo alla comunità internazionale di condannare tali azioni barbare che prendono di mira i giornalisti. Chiediamo un’azione internazionale immediata per ritenere Israele responsabile per il suo deliberato attacco ai giornalisti e alle istituzioni dei media”. Purtroppo la situazione è fuori controllo: i bombardamenti continuano, i giornalisti rischiano la vita se fanno il loro lavoro e i cittadini continuano a morire.