Un rapporto Oxfam segnala un drastico taglio agli aiuti per i paesi in via di sviluppo. Un miliardo di euro fantasma destinato al Ministero dell’ Interno

Nonostante il motto del governo gialloverde nell’approccio al fenomeno migratorio sia lo slogan “aiutiamoli a casa loro“, ad evidenziare l’incoerenza del governo italiano arrivano i numeri. Un rapporto Oxfam e Openpolis basato sugli ultimi dati Ocse, infatti, denuncia un drastico taglio da parte dell’Italia ai fondi di aiuto ai paesi più poveri, in particolare quelli africani.

Il taglio rispetto al governo Gentiloni

Stando al Def pubblicato dal governo Gentiloni nel 2017, il rapporto aps/rnl (aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo) era dello 0,27%.

Secondo i dati Oxfam nel 2018 tale rapporto si sarebbe fermato allo 0,23%, con una drastica riduzione del 21,3%.

La legge 125/2014, inoltre, prevede che con l’approvazione di ciascuna legge di bilancio venga pubblicato un apposito allegato comprendente tutti gli stanziamenti dei diversi ministeri inerenti al settore della cooperazione.

Uno degli ultimi atti del governo Gentiloni è stata proprio l’approvazione della legge di bilancio del 2018. Con essa era compreso lo stanziamento per il 2018 di 5,02 miliardi di euro, destinati, appunto, alla cooperazione.

“Mettendo in rapporto i fondi stanziati con l’rnl italiano- scrive Openpolis- possiamo stimare quale livello avrebbe raggiunto nel 2018 il rapporto aps/rnl se i fondi effettivamente erogati e rendicontati dall’Ocse fossero stati pari a quelli stanziati dalla legge di bilancio“.

Il rapporto aps/rnl, secondo le stime di Openpolis, sarebbe dovuto essere dello 0,28%.

In altre parole, dunque, come spiega Francesco Petrelli, di Oxfam Italia, “stando a quanto previsto dal Governo Gentiloni nell’approvazione della legge di bilancio 2018, sarebbero dovuti essere erogati 5,02 miliardi di euro, pari allo 0,28%”. Invece “i dati Ocse ci raccontano una storia diversa. Lo stanziamento italiano in aiuto pubblico l’anno scorso nel nostro Paese si è fermato a 4,2 miliardi”.

Che fine hanno fatto quegli 860 mln?

Rispetto ai fondi stanziati inizialmente mancano, dunque, 867 milioni di euro.

Si tratta della differenza, in altre parole, tra gli importi destinati nel 2018 al Ministero dell’Interno per l’accoglienza e quelli che l’Ocse ha reconditato.

I soldi sarebbero dunque a disposizione del Viminale. Tuttavia, non vengono spesi tutti, a causa anche del calo degli sbarchi. Non sono, inoltre, neanche riallocati per gli aiuti alla cooperazione e lo sviluppo.

Petrelli ha ancora dichiarato: “Dove sono stati allocati i fondi destinati al Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei migranti nel 2018 . Perché non sono stati usati per altri settori della cooperazione, ossia per lo scopo per il quale erano stati stanziati?”.

Openpolis incalza, inoltre, “perché nella legge di bilancio 2019, alla luce della drastica riduzione del numero di migranti e richiedenti asilo che approdano nel nostro Paese, si è comunque deciso di destinare al ministero dell’Interno in ambito di cooperazione quasi 1,7 miliardi di euro per l’accoglienza dei migranti? Ovvero un ammontare poco inferiore a quanto destinato dalla legge di bilancio 2017 quando il fenomeno migratorio registrava numeri di tutt’altra entità”.

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Obiettivi Onu mancati

E’ da ricordare che in questo modo il governo si allontana sensibilmente dagli obiettivi Onu. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, infatti, stabiliva l’impegno di stanziare lo 0,30% in rapporto al rnl entro il 2020.

In questo modo l’Italia scende al 17° posto tra i 29 paesi donatori dell’Ocse.


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