Aiuti economici: Italia sotto la media europea

Alle nuove strette in arrivo da lunedì 15 marzo si aggiunge un recente studio della CGIA che non sembrerebbe tranquillizzare gli italiani. Infatti l'Italia risulterebbe tra i Paesi dell'UE ad aver dato minori sostegni economici ai suoi cittadini.

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Aiuti economici: Italia sotto la media

A rendere ancora più amare le nuove restrizioni in arrivo dalla prossima settimana è una ricerca condotta dal centro studi della CGIA di Mestre che evidenzia come l’Italia sia fortemente sotto la media europea per quanto riguarda gli aiuti economici ricevuti nel 2020. Infatti, nonostante i numerosi sostegni economici erogati, prendendo in considerazione i maggiori Paesi dell’UE, l’Italia risulterebbe fanalino di coda insieme alla Spagna in quanto ad aiuti ricevuti.

Italia sotto la media europea per aiuti economici ricevuti: quali sono i dati?

Come è noto, da quando la pandemia si è imbattuta nelle nostre vite, il governo italiano ha dovuto mettere in atto una serie di misure economiche per tenere in piedi il Paese. Quali? Basti pensare ai numerosi bonus, alla cassa integrazione, ai ristori, ai sussidi, ai contributi a fondo perduto, alla sospensione e al taglio delle tasse. Eppure, nonostante ciò, l’Italia sarebbe molto al di sotto della media europea in quanto a sostegni ricevuti.

Infatti, secondo l’analisi condotta del centro studi della CGIA, la media pro capite degli aiuti ricevuti nel 2020 dai cittadini italiani, per affrontare gli effetti della crisi economica provocata dalla pandemia, ammonterebbe a 1.979 euro. Ben 539 euro in meno rispetto alla media dei Paesi dell’eurozona, che si stima intorno ai 2.518 euro.

Dunque, la CGIA evidenzia come, nonostante il nostro Paese sia tra quelli ad aver patito maggiormente gli effetti della pandemia (sia da un punto di vista sanitario che economico), risulti fanalino di coda in quanto a supporto e sostegno ai propri cittadini e alle proprie imprese.

Il confronto con gli altri Paesi europei

Infatti, è sufficiente guardare i dati diffusi dalla CGIA per appurare che, tra i maggiori Paesi dell’UE, Italia e Spagna occupano le ultime 2 posizioni:

  • L’Austria ha destinato in media 3.881 euro pro capite (registrando addirittura 1.902 euro in più rispetto all’Italia);
  • Il Belgio ha erogato circa 3.688 euro pro capite (1.709 euro in più rispetto al nostro Paese);
  • I Paesi Bassi 3.443 euro (registrando circa 1464 euro rispetto all’Italia);
  • La Germania 2.938 euro (dunque 959 euro in più ai cittadini tedeschi rispetto ai cittadini italiani);
  • Più basso il dato della Francia che si ferma a circa 2.455 euro (ma comunque ben 476 euro in più rispetto al nostro Paese).

Dunque, sembra evidente come, le cifre stanziate per i cittadini degli altri Paesi europei siano di molto al di sopra della media italiana. Peggio di noi la Spagna con circa 1.977 euro di aiuti pro capite. Tuttavia, nella nota, la CGIA sottolinea che: “Questa comparazione, riferita al 2020, ovviamente non include i 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio che sono stati approvati dal Parlamento italiano nel mese di gennaio e che nei prossimi giorni dovrebbero consentire l’approvazione del decreto Sostegno”.

E aggiunge: “Tornando al confronto riportato all’inizio di questa nota, lo scostamento del deficit pubblico italiano (dato dalla differenza tra quello riferito al 2020 e la media 2015-2019) è stato, in valore assoluto, pari a 118 miliardi di euro. Tra i Paesi dell’area euro solo la Germania (244,3 miliardi) e la Francia (165,3 miliardi) hanno introdotto delle misure economicamente più espansive delle nostre. La Spagna, che in termini pro capite presenta lo stesso nostro importo, in termini assoluti risulta aver erogato molto meno (93,6 miliardi)”.

Italia sotto la media europea per aiuti economici nel 2020: la CGIA lancia l’allarme per le prossime settimane

Nonostante i dati enunciati si riferiscano allo scorso anno, la CGIA lancia l’allarme anche per le prossime settimane. Infatti, con l’Italia che si appresta a diventare in gran parte zona rossa, secondo la CGIA sarebbero a rischio tanti piccoli commercianti ed artigiani. E nella nota sottolinea: “Visto l’andamento dei contagi di questi ultimi giorni, una buona parte del Paese si troverà in rosso. Pertanto moltissime attività commerciali e dei servizi alla persona rimarranno chiusi. Senza contare che bar e ristoranti sono stati costretti ad abbassare la saracinesca già dal momento in cui la regione di appartenenza è diventata arancione”.

Ma la CGIA tiene a chiarire che: “Nessuno mette in discussione il diritto/dovere del governo di introdurre delle limitazioni alla mobilità ed imporre la chiusura delle attività economiche al fine di tutelare la salute pubblica. Quello che gli operatori contestano è che gli indennizzi economici fino ad ora erogati alle attività costrette a chiudere sono arrivati in grave ritardo e sono stati del tutto insufficienti”.

Inoltre aggiunge: “Negli ultimi mesi la situazione è addirittura peggiorata a seguito dei mini-lockdown imposti nei mesi di novembre e dicembre. Infatti, a distanza di quasi due mesi e mezzo, i risarcimenti devono ancora essere definiti e quindi stanziati. Questo ritardo sta mettendo in seria difficoltà economica tantissime micro e piccole attività commerciali ed artigianali”.

Le perplessità sul “decreto Sostegno”

Il “decreto Sostegno” non convince. Infatti, la CGIA sostiene: “Sebbene sia stata superata la logica dei codici ATECO, il nuovo decreto Sostegno in fase di definizione in questi giorni dal governo Draghi, non persuade ancora gli artigiani ed i piccoli imprenditori mestrini”. Motivi? In primo luogo perché i tempi di erogazione si stanno allungando ingiustificatamente. In secondo luogo perché pare che questa misura non includa ancora stanziamenti pubblici in grado di compensare una percentuale significativa dei mancati incassi, né tantomeno parte delle spese fisse che le attività (pur se chiuse per decreto) continuano a sostenere.


Le novità del “decreto Sostegno”


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