Ai Musei San Domenico il mito di Maddalena

Da oggi una nuova grande mostra ai Musei San Domenico di Forlì

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Musei San Domenico
Hl. Maria Magdalena, Gestalt aus der Bibel (NT); Urbild der B¸flerin; katholische Heilige , Datierung: 1873, Material/Technik: Gem‰lde / ÷l auf Leinwand, Bildmafl 58 x 47 cm, , Inventar-Nr.: 1482, Artist: Arnold Bˆcklin , Copyright: bpk / Hamburger Kunsthalle

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì propone per il 2022 un appuntamento espositivo dedicato a un mito femminile,
figura misteriosa e travisata: Maria Maddalena. Da oggi, 27 marzo, al 10 luglio 2022, le sale dei Musei San Domenico ospitano la mostra a cura di Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice. Circa 200 opere di grandi artisti dal III sec. a.C. al Novecento indagano il mistero irrisolto di una donna che ancora oggi inquieta e affascina.


Oggi si celebra Santa Maria Maddalena: la Donna chiamata per nome


Cosa presenta l’esposizione Maddalena. Il mistero e l’immagine ai Musei San Domenico di Forlì?

Chi era davvero la Maddalena? Perché si è sviluppata quella confusa, affascinante sequenza di rappresentazioni che hanno portato alla costruzione della sua sfaccettata identità? A lei la letteratura e il cinema hanno dedicato centinaia di opere ed eventi, così come l’arte. Pittori, scultori e registi l’hanno posta al centro della propria produzione, dando vita a capolavori che
hanno segnato, nel corso dei secoli, la storia stessa dell’arte e i suoi sviluppi. La sua fortuna artistica, a partire dal Medioevo fino a arrivare a noi, si è andata arricchendo di elementi leggendari, mutuati anche dallo sviluppo della devozione nei suoi confronti. Peccatrice, santa, cortigiana e penitente, intellettuale e apostola. Sempre amante. A fianco di San Francesco nella riforma mendicante del Duecento e Trecento, dama cortese nel Quattrocento, e Venere cristiana dal Cinquecento. Simboleggia la rivoluzione femminile nell’Ottocento e nel Novecento. Il “secolo breve” la vede anche come emblema del dolore e della protesta.

I pezzi in mostra

Il percorso espositivo si sviluppa in 12 sezioni che comprendono straordinari esempi di pittura, scultura, miniature, arazzi, argenti e opere grafiche. Si possono ammirare il Cratere apulo con morte di Meleagro (360-340 a.C. ca.) del Museo
Archeologico di Napoli e La deposizione dalla croce (1968-1976) di Marc Chagall del Centre Pompidou di Parigi. Ci sono anche il Noli me Tangere del Veronese proveniente dal Musée de Grenoble a quello di Graham Vivian Sutherland della Pallant House Gallery di Chichester. Tra le opere in mostra anche Acceptance di Bill Viola e alcuni capolavori di Antonio Canova e Francesco Hayez che più volte si dedicarono a questo soggetto. La mostra attraversa millenni di fascinazione per la figura della Maddalena e la sua trasformazione nel corso dei secoli.

Gli artisti che hanno rappresentato Maria di Magdala

Infatti, sono presentate le interpretazioni che ne diedero i più importanti artisti di ogni epoca che ne aggiornarono la leggenda e le sue letture. I curatori hanno selezionato i lavori di: Donatello, Andrea Della Robbia, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, Tintoretto, Annibale Carracci, Lorenzo Lippi, Guercino, Artemisia Gentileschi. Da vedere poi le creazioni di: Guido Reni, Anthon Raphael Mengs, Jòzef Wall, Eugène Delacroix, Arnold Böcklin, Gaetano Previati, Fausto Melotti, Giorgio De Chirico e Renato Guttuso.

Gli arazzi della Pinacoteca civica di Forlì

Nel percorso di mostra, inoltre, entra per la prima volta, in piena coerenza con il tema dell’esposizione, un’ala al primo piano della Pinacoteca Civica. Negli spazi è possibile ammirare due magnifici arazzi cinquecenteschi, rari esemplari di manifattura fiamminga. Maddalena. Il mistero e l’immagine disegna anche un viaggio attraverso la mappa dei prestiti. Hanno infatti collaborato: il Museo d’Orsay di Parigi, l’Hamburger Kunsthalle di Amburgo, il Musée des Beaux-Arts di Nantes, il Centraal Museum di Utrecht. Alcune opere provengono da: Rijksmuseum di Amsterdam, Kunsthistorisches Museum di Vienna, Neue Pinakothek di Monaco, The San Diego Museum of Art, Sursock Palace di Beirut. Si affiancano i prestigiosi prestatori italiani, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma, Galleria d’ Arte
Moderna e Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Hanno partecipato anche l’Accademia di Belle Arti di Bologna, le Gallerie
dell’Accademia di Venezia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli e i Musei Vaticani.

Un progetto di respiro internazionale ai Musei San Domenico

La mostra si avvale di un Comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e dalla Direzione generale di Gianfranco Brunelli. Il progetto è corredato dal catalogo di Silvana Editoriale. Il Direttore delle esposizioni dell’istituzione parla del progetto. «Maddalena è il maggior mito femminile della storia dell’arte. La venere cristiana. L’esposizione racconta come la cultura occidentale, attraverso i capolavori dell’arte, abbia catturato la discepola di Gesù e ne abbia fatto il proprio emblema. Siamo Maddalena». Cristina Acidini parla della donna. «È la peccatrice pentita dai lunghi capelli e dalle belle vesti, panneggiata di rosso. La pia donna dolente, la premurosa mirrofora, simbolo della cura per il corpo amato in vita e in morte. Inoltre, è la penitente votata alla meditazione. Nella solitaria maestà, impersona la patrona delle istituzioni, ecclesiastiche e civili, che in Europa s’erano costituite per l’accoglienza a donne traviate, redente e da redimere».

La Maddalena di Canova e Hayez

In riferimento all’età moderna, il curatore, Fernando Mazzocca fornisce ulteriori dettagli al percorso. «Dopo Batoni e Mengs, sarà Canova a impadronirsi del tradizionale e seducente soggetto pittorico. Dimostrerà, in una esaltante sfida tra pittura e scultura, le possibilità del plasticismo di estendere i propri confini espressivi e riuscire a rendere effetti cromatici e luminosi che sembravano preclusi. La Maddalena di Canova, vera e propria opera di culto in epoca romantica, ha avuto una enorme popolarità e ha suggestionato molti pittori e scultori. Dopo il modello canoviano sarà con Hayez che il soggetto della Maddalena riprende slancio entrando in una dimensione assolutamente profana, emblema di una femminilità moderna e provocante. Una donna non aveva timore di esibirsi in tutta la sua carica erotica, ma anche sentimentale legata al motivo romantico della meditazione e della malinconia».

Maria di Magdala e i Vangeli

Paola Refice, curatrice della mostra, si sofferma sulla descrizione della donna nelle Sacre Scritture. «Maria di Magdala, la Maddalena, è tra le figure più rappresentate nella storia dell’arte. Giovanni (20, 11-18), ripreso dall’esegesi dei Padri della Chiesa, la testimonia unica protagonista della scoperta della Resurrezione e del suo annuncio agli apostoli. Eppure le molteplici iconografie che ne personificano il nome rispecchiano una tradizione complessa e contraddittoria. I Vangeli la
citano in Galilea, tra le donne al seguito di Gesù e ancora sul Calvario e poi alla tomba vuota del Risorto, insieme a Maria, madre di Giacomo, e Maria Salome. Con le Pie donne compare nelle prime rappresentazioni dell’arte cristiana. Ma l’iconografia non si modella sulle fonti primarie quanto, e soprattutto, è dalla miriade di testi canonici e apocrifi che nasce e si diffonde in Oriente e in Occidente. Nel frattempo, con un impulso ancor maggiore, si forma dalle stesse immagini, che si diffondono, perpetuano sé stesse e danno il via a un’infinità di varianti».

Il progetto di allestimento ai Musei San Domenico

Il percorso espositivo si sviluppa dall’ex Chiesa del San Giacomo fino alle grandi sale del primo piano che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico. Il registro del progetto di allestimento, sviluppato dallo Studio Lucchi & Biserni, si sussegue nei diversi spazi con soluzioni espositive spettacolari per valorizzare al meglio le opere esposte. Lo scopo è mantenere l’atmosfera contemplativa consona al tema trattato dalla mostra. Il concetto è tradotto in una realizzazione dell’allestimento che accoglie il complesso monumentale quattrocentesco in terracotta di Guido Mazzoni. A completamento dell’idea, con l’obiettivo di creare una uniformità cromatica che accompagni il visitatore, interviene anche la scelta del colore, l’ottanio. Simbolo di eleganza e raffinatezza che restituisce prepotentemente i mille volti della Maddalena che si susseguono in mostra.

Un’esposizione realizzata coi Musei Diocesani italiani

La mostra, per la prima volta, collega a sé oltre 60 musei diocesani di arte sacra a livello nazionale. Ogni esposizione aprirà le proprie porte ai visitatori, mettendo in evidenza al proprio interno opere che illustrano la figura della Maddalena. Tutti collegati, grazie anche all’intesa con l’Associazione musei ecclesiastici italiani e la Conferenza episcopale italiana. Nel Belpaese i luoghi di culto, più o meno noti, dedicati alla Santa, sono circa 1.188, secondo quanto censito dalla piattaforma BeWeB. Una ripresa e un rilancio della figura di Maria Magdalena in un territorio che assieme alla Francia, ha fatto della donna anche un’icona devozionale. Arte, ritualità, leggenda si fondono in una figura che è all’origine della fede cristiana.

Mediafriends, arte e solidarietà

L’arte crea la vita. Si conferma infatti la collaborazione tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Mediafriends, l’Associazione Onlus di Mediaset, Mondadori e Medusa, nel segno di arte e solidarietà. Una partnership consolidata che ha consentito di finanziare in sei anni quindici progetti dislocati sul territorio nazionale ed in aree e realtà complesse del terzo mondo. Grazie alla cooperazione dell’istituzione, una parte del biglietto di ingresso alla mostra sarà devoluto per sostenere il progetto ComHousing di Fondazione Arché. Un’iniziativa rivolta a donne in difficoltà e ai loro bambini, comprende anche il soccorso ai profughi ucraini che scappano dalla guerra, per aiutarli a costruire una vita migliore. Un percorso che inizia proprio con l’accoglienza in luoghi protetti dove aprire il dialogo e ritrovare la fiducia nel futuro.

Il biglietto della mostra ai Musei San Domenico per sostenere il progetto ComHousing

Gli obiettivi del progetto sono: migliorare e valorizzare il servizio di comunità e di accoglienza mamma-bambino e trovare nuovi modelli educativi pedagogici con la Cooperativa Sociale Paolo Babini di Forlì. La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ringrazia gli altri soggetti privati partner dell’iniziativa: Elfi, Gioielleria Ricci, IMA e Mapei.

La mostra e le associazioni del territorio

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ha coinvolto con un bando le associazioni culturali e le scuole del territorio per organizzare degli eventi collaterali. Infatti, saranno più di 60 le iniziative che andranno a arricchire e approfondire la proposta culturale di Maddalena. Il mistero e l’immagine. Sono coinvolte tutte le discipline artistiche, dalla musica classica e
contemporanea, al cinema con diversi film dedicati alla storia sacra, fino agli incontri e le letture letterarie. Sono in programma momenti in teatro con rappresentazioni sacre medievali e testi contemporanei. Poi ci sono le arti figurative con mostre di pittura e di fotografia nei diversi comuni del comprensorio. Cinque i progetti curati dalle scuole forlivesi, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Il programma, in via di ultima definizione, sarà disponibile sul sito della mostra e su quello dell’istituzione.

Maddalena & Digital Experience

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Jump, azienda creativa digitale, hanno ideato un’applicazione per rendere la mostra un’esperienza unica, indimenticabile e interattiva. Hanno quindi “dato vita” ai capolavori esposti. Scaricando l’app MaddalenaAR sul proprio cellullare sarà possibile, grazie alla realtà aumentata, animare alcuni quadri in mostra. Basterà inquadrare le opere contrassegnate dall’apposito simbolo con la fotocamera per godere della potenza dell’arte attraverso la magia del digitale.

Speciale Sky Arte

Anche Sky Arte sarà nuovamente partner della mostra dedicando alla figura della Maddalena il consueto speciale televisivo, prodotto da EGE Produzioni. La trasmissione andrà in onda in prima visione il prossimo 3 maggio in prima serata e in ulteriori 20 repliche, in diverse fasce orarie, per tutta la durata della mostra.

I partner dell’esposizione ai Musei San Domenico

La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì ringrazia gli altri soggetti privati partner dell’iniziativa: Elfi e Mapei. La mostra Maddalena. Il mistero e l’immagine è realizzata col contributo di importanti realtà in ambito territoriale e nazionale.
Un ringraziamento particolare va a Intesa Sanpaolo, main partner dell’esposizione che dello sviluppo dei territori in cui opera ha sempre fatto un tratto caratterizzante. Un sodalizio che si conferma, anche per questa edizione, essenziale per il sostegno alla cultura e, più in generale, allo sviluppo delle comunità locali. L’istituto di credito sostiene progetti dalle elevate ricadute sociali e turistico-culturali. Hanno poi contribuito: Gioielleria Ricci, Elfi, Hera, Ima, Mapei, Bandini e Casamenti, Unieuro, Destinazione Romagna e Apt Servizi.