Ai Musei di San Domenico gli scatti di Civilization

Unica tappa italiana di una mostra internazionale che dopo Seoul, Pechino, Auckland, Melbourne e Marsiglia arriva in Italia arricchita da un originale focus che completa l’analisi sul mondo di oggi

0
235
Musei di San Domenico
Mark Power, "The funeral of Pope John Paul II broadcast live from Vatican. Warsaw, Poland from the series "The sound of two songs", 2005, Magnum Photos

Con 300 immagini di oltre 130 talenti provenienti da cinque continenti, torna ai Musei di San Domenico la fotografia internazionale. Sarà protagonista di Civilization: vivere, sopravvivere, buon Vivere, la mostra che dal 17 settembre all’8 gennaio 2023 affronta temi del presente e del futuro del mondo contemporaneo. L’attenzione è puntata sui fenomeni di interconnessione e globalizzazione.


Luisa Lambri e la fotografia di architettura


Che arricchimento culturale offre la mostra allestita ai Musei di San Domenico?

Civilization: Vivere, Sopravvivere, Buon Vivere è il racconto per immagini della civiltà planetaria del XXI secolo come grande impresa collettiva. Un’attività capace di produrre innovazioni, scoperte e opportunità senza precedenti, ma anche rischi e minacce alla sopravvivenza stessa dell’umanità. Dopo la presentazione a Seoul, Pechino, Auckland, Melbourne e Marsiglia, arriva a Forlì nella sua forma più ricca e completa. Conferma così il ruolo di polo di produzione culturale che la città si è ritagliata negli ultimi anni nel prestigioso circuito delle più importanti mostre fotografiche. La mostra è coprodotta dalla Foundation for the Exhibition of Photography (Minneapolis/ New York/ Parigi/ Losanna) e da National Museum of Modern and Contemporary Art of Korea di Seoul. Ha partecipato anche Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Promuove una profonda riflessione su temi fondamentali della contemporaneità, a partire dagli effetti delle relazioni tra individui, collettività, generazioni e culture.

Festival del Buon vivere

Parte del programma culturale del Festival del Buon Vivere, Civilization è un appuntamento imperdibile per il mondo della fotografia. Talenti nazionali e internazionali presentano immagini delle grandi conquiste tecnologiche, gli interventi dell’uomo sull’ambiente, i grandi fenomeni di aggregazione. L’obbiettivo è puntato anche ai movimenti fisici e immateriali che caratterizzano il mondo in cui viviamo. Walter Guadagnini, Monica Fantini e Fabio Lazzari, responsabili del coordinamento dell’edizione forlivese parlano dell’evento. «Il tema implicito sono le relazioni tra esseri umani e delle conseguenze inevitabili che ogni scelta individuale e collettiva è destinata ad avere in un contesto in cui gli individui vivono in modo sempre più interdipendente e interconnesso. Rappresenta in modo paradigmatico la volontà di utilizzare il linguaggio potente della fotografia come strumento prezioso per la riflessione che il festival del Buon Vivere propone sui temi della relazione. Un elemento centrale per la progettazione della società del presente e del futuro».

L’esposizione ai Musei di San Domenico

La mostra è articolata in otto sezioni che affrontano una panoramica esaustiva e trasversale sulla contemporaneità. Nella formulazione proposta a Forlì si arricchisce di un focus inedito che rende unica l’esposizione e ne completa l’analisi. Saranno protagonisti i migliori nomi della fotografia contemporanea nazionale. Parteciperanno esponenti cardine della fotografia internazionale: Edward Burtynsky, Candida Höfer, Richard Mosse, Alec Soth, Larry Sultan, Thomas Struth, Penelope Umbrico. Notevole la presenza di autori italiani: Olivo Barbieri, Michele Borzoni, Gabriele Galimberti, Walter Niedermayr, Carlo Valsecchi, Massimo Vitali, Luca Zanier, Francesco Zizola. Quindi un segno della progressiva crescita di reputazione della nostra fotografia.

Le sezioni della mostra

Si parte dalle immagini di grandi metropoli al centro di ALVEARE/ HIVE per esplorare le reti urbane che danno forma alle città moderne. Descrivono i complicati flussi delle attività umane in contesti in continuo cambiamento, raccontate da Robert Polidori e Pablo López Luz. Ci sono pure gli edifici iconici la Burj Khalifa Tower di Philippe Chancel e le Torres de Satélite di Olivo Barbieri. Alle persone e alle relazioni è dedicata la sezione SOLI INSIEME/ ALONE TOGETHER che si concentra sulla crescente digitalizzazione come elemento e strumento delle relazioni. Sono ben rappresentate dai ritratti di Pieter Hugo e Katy Grannan e dalle immagini di soldati che comunicano attraverso Skype di Adam Ferguson.
In FLUSSO/ FLOW i Carpoolers di Alejandro Cartagena, sono proposte le immagini degli aerei di Mike Kelley e Jeffrey Milstein o i containers di Alex MacLean. I mezzi rivelano i movimenti visibili ed invisibili delle persone, delle merci e delle idee attraverso il mondo contemporaneo. Evidenziano anche l’impatto che ha su tutti noi.

Musei di San Domenico scatti di persuasione e controllo

In PERSUASIONE/ PERSUASION troviamo le fotografie di eventi collettivi, Mark Power e Nick Hannes. Ci sono anche le immagini della pubblicità di Robert Walker, Andrew Esiebo, Lauren Greenfield e Priscilla Briggs. Espongono quindi i meccanismi di persuasione utilizzati dalla pubblicità, dalla religione e dalla politica. Nella sezione CONTROLLO/ CONTROL, autori Lynne Cohen, Philippe Chancel e Luca Zanier danno forma all’impatto delle varie tipologie di autorità.
ROTTURA/ RUPTURE esamina i fenomeni di disgregazione sociale, rivelando i conflitti tra gli individui e imponendo una presa di coscienza dei fallimenti della civilizzazione. Sono immortalati in modo esemplare nelle immagini di Mandy Barker, Xing Danwen e Penelope Umbrico. Nella sezione di Civilization sono emblematicamente inserire le immagini di due eventi capitali che negli ultimi anni hanno mostrato la fragilità della civiltà contemporanea: la pandemia e la guerra in Ucraina.

Divertimento e evoluzione globale

A fare da contraltare troviamo le immagini di parchi dei divertimenti di Reiner Riedler o le spiagge affollate di Massimo Vitali e Zhang Xiao al centro di FUGA/ ESCAPE. Prendono in esame i fenomeni del tempo libero e dei momenti ricreativi, rivelando i meccanismi, le contraddizioni e i paradossi dell’industria del divertimento.
Quindi immagini avveniristiche di Valérie Belin, Simon Norfolk e Vincent Fournier, o ancora le fotografie di un razzo partito dalla base spaziale della Guinea francese. Il più grande radiotelescopio del mondo di Michael Najjar, E POI…/ NEXT chiude la ricognizione sul mondo del ventunesimo secolo sta prendendo forma, con la sua rapida evoluzione globale.

Immagine da cartella stampa.