Agrigento – Sgomberate 23 famiglie dopo la seconda notte di fiamme e fumo al Fontanelle

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I pompieri hanno continuato le operazioni di smassamento e raffreddamento delle macerie. A presidio dello stabile, per evitare azioni di sciacallaggio, è rimasta una pattuglia di carabinieri. Sei o sette i nuclei familiari che sono stati sistemati, a spese del Comune, in una struttura alberghiera.

Sei o sette le famiglie che sono andate in albergo. Tutte le altre hanno trovato ospitalità in casa di parenti o amici. Ben 23 i nuclei familiari, residenti nel palazzo di via Unità d’Italia dove nel magazzino è scoppiato lo spaventoso incendio, che sono stati sgomberati. A firmare, ieri sera, l’ordinanza è stato il sindaco Lillo Firetto.

L’amministratore, già durante la notte fra lunedì e ieri: mentre le fiamme erano ancora altissime e divoravano ogni cosa, era accorso a Fontanelle. Il Comune era pronto a trovare subito, già durante la notte, una sistemazione per quanti erano per strada.

“Abbiamo lavorato per dare sistemazione alle famiglie che non avevano dove andare – ha spiegato il sindaco di Agrigento – . Mi ero già sincerato, durante la notte, se c’erano o meno persone che avevano bisogno di immediata sistemazione. E’ stato un brutto, brutto, brutto incendio ha ribadito .

La maggior parte delle famiglie aveva un posto dove andare, dove appoggiarsi. Sei o sette famiglie invece sono state sistemate, a spese del Comune, in una struttura alberghiera. Mi hanno chiesto tutti, già durante la notte, quando potranno rientrare a casa”. Momenti difficili, complicatissimi. Tanto dal punto di vista umano quanto dal punto organizzativo. “Non si respirava – ha aggiunto il sindaco di Agrigento – . Durante la notte, quando sono stato sul posto, non si respirava. Ecco perché mi sono subito sincerato sulla presenza di bambini o disabili. Le verifiche tecniche, per valutare le condizioni del palazzo, inizieranno, ma non saranno semplici, non appena le operazioni di messa in sicurezza verranno ultimate”.

L’inferno di fuoco di via Unità d’Italia, brucia ancora il magazzino: 20 famiglie per strada 

Anche stanotte, i vigili del fuoco, comprese le squadre – con attrezzature specifiche – arrivate da Palermo, sono rimaste al lavoro. Ieri sera, le fiamme, all’interno, erano ancora visibili e il fumo continuava ad invadere il piazzale e la strada antistante. Sono andate avanti, senza sosta, le operazioni di smassamento e raffreddamento.

Con degli escavatori tutto il materiale incenerito è stato recuperato dai pompieri e portato all’esterno del magazzino dove si procedeva al raffreddamento. Ma man mano che i cumuli di macerie venivano spostati, il fuoco tornava a divampare. Davanti lo slargo che segna l’ingresso nel piazzale del palazzo, per tutta la notte, una pattuglia di carabinieri. Per evitare azioni di sciacallaggio, i militari dell’Arma resteranno sul posto a presidiare lo stabile.

Impossibile quantificare i danni. Verifiche e perizie prenderanno il via solo quando lo stabile sarà in piena sicurezza. Cosa abbia determinato la scintilla iniziale non è chiaro. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri che, ieri, non escludevano nulla: né l’incendio accidentale, né tanto meno quello doloso. Ad essere passati in rassegna dall’attività investigativa anche e soprattutto alcuni video dell’incendio prima dell’intervento dei pompieri. “

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