Agnes Chow: l’emblema dell’attivismo democratico è libera

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Hong Kong

Ieri l’attivista e politica Agnes Chow è uscita dal carcere femminile di Tai Lam dove era detenuta. Da dicembre, Agnes stava scontando una pena per aver partecipato ad una manifestazione contro il governo locale e contro il governo cinese.

Di cosa era accusata Agnes Chow?

L’accusa era quella di aver partecipato in una protesta non autorizzata il 21 di giugno 2019. Ieri, Agnes all’uscita dal carcere, dopo 7 mesi, è stata assalita dai giornalisti e dai fotografi. Ma non ha rilasciato alcun commento. Solo un piccolo gruppo di sostenitori era presente sulla scena. Un conseguente riflesso alle minacce del governo riguardo la violazione della legge sulla sicurezza nazionale che Pechino ha imposto sul territorio un anno fa.

Tempistica

I motivi per cui Chow è stata fatta uscire prima, rispetto alla sua condanna a 10 mesi, non sono chiari. Mentre gli altri due attivisti, arrestati insieme a lei, Joshua Wong e Ivan Lam rimangono in carcere. Come scrive l’Honk Kong Free Press, il rilascio di Chow arriva in un momento delicato. Il 12 giugno di due anni fa, migliaia di manifestanti avevano accerchiato la legislatura cittadina per impedire il passaggio di una legge che avrebbe potuto permettere le estradizioni verso l’opaco sistema giudiziario nella Cina continentale. Le immagini degli scontri tra polizia e manifestanti alimentarono un movimento sempre più democratico e le proteste di piazza dei mesi successivi.


Proteste contro la legge anti estradizione


Il carattere di Agnes Chow

L’attivista era anche la fiera immagine femminile delle proteste in Hong Kong. Infatti, Agnes rilascia interviste dal 2014, dai tempi della rivoluzione degli ombrelli, per richiamare l’attenzione dei media internazionali sulle condizioni delle persone ad Hong Kong e la condizione dei diritti umani nel Paese. In contrapposizione alla versione ufficiale del governo di Hong Kong. Nella sua intervista a Sky news, del settembre del 2019, diceva che: “è motivata dalle proteste dagli altri giovani attivisti e se non combatteremo oggi non saremo in grado di combattere domani”.

Terrore bianco cinese

Le dichiarazione della ragazza ai tempi 22enne erano, all’uscita dalla corte, che: “il regime (cinese) e il governo di Hong Kong stanno esercitando un bianco terrore, cercando di spaventare le persone di Honk Kong a non partecipare alle proteste”. Il terrore bianco è un’espressione comune per descrivere atti anonimi che creano un clima di paura. Il terrore bianco sopprime la libertà di parola. Questo tipo di terrore può far sì che la gente si auto-censuri, si regoli e alla fine si metta a tacere.


Incarcerazione di Jimmy Lai


Testimonianze a supporto

In un intervista raccolta da Varsity, Allan Au Ka-lun, consulente professionale della Scuola di giornalismo e comunicazione dell’Università cinese di Hong Kong, ha dichiarato che non potrebbe riconoscere i suoi amici su Facebook perché hanno cambiato i loro nomi e le immagini del profilo per nascondere le loro identità nel timore di essere segnalati dai conoscenti per aver postato qualcosa che non è a favore del governo. “Sembra che tutto sia normale, ma tutto è anormale”, dice Au.”Si ha paura di esprimere le proprie opinioni. Non ti fidi delle altre persone, dei tuoi amici, del tuo capo, o anche dei tuoi genitori, dei tuoi parenti”.

Il governo filo cinese di Hong Kong

Agnes Chow, sempre nella sua intervista a Sky news, aveva dichiarato che: “I ragazzi di Hong Kong non smetteranno di combattere e non saranno spaventati dal terrore bianco e le ingiustizie e continueranno a combattere per la democrazia. La democrazia e i diritti umani sono relativi alla nostra dignità come esseri umani. E il governo di Hong Kong rifiuta ogni investigazione indipendente sull’operato della polizia. E anche sulla violenza usata dalla polizia”. Il capo dell’esecutivo Carrie Lam è stato il volto della repressione del dissenso, anche se si crede che stia agendo interamente su ordine di Pechino. I leader del Partito Comunista Cinese hanno, a lungo, considerato Hong Kong come un potenziale incubatore di opposizione che potrebbe diffondersi in tutto il paese. Come un virus. Ma un virus benigno, portatore di democrazia.