Agli USA i mondiali di calcio donne, adesso pari diritti

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Pari diritti
Pari diritti

Il calcio femminile rivendica pari diritti. Lo ha affermato anche Megan Rapinoe subito dopo la partita che ha visto gli USA aggiudicarsi la competizione mondiale per la seconda volta consecutiva.

La finale vinta contro le olandesi ha mostrato un calcio bello, divertente, impegnativo, professionale. Potremmo aggiungere molti altri aggettivi che nel corso della kermesse iridata ci sono passati per la mente. Ci siamo appassionati, ritrovati ad aspettare l’impegno televisivo quotidiano scoprendo la simpatia, la forza e la bravura di illustri sconosciute. Oggi però sappiamo benissimo chi sono Alex Morgan, Megan Rapinoe o Rose Lavelle. Ma anche Marta o Barbara le brasiliane che al pari dei loro colleghi maschi hanno sulla maglia solo il nome di battesimo. Conosciamo ora la formazione intera delle nostre azzurre ed alcune di loro sono già diventate esempi per le bambine che vorranno giocare a calcio nel futuro.

Gli Stati Uniti hanno vinto il primo mondiale diffuso mediaticamente in maniera più capillare. Anche in Italia le dirette, le interviste, gli intrattenimenti hanno avuto ascolti da record. Un milione e 700 mila spettatori ha seguito il quarto di finale delle azzurre contro l’Olanda campione d’Europa.

La partita

Stadio pieno quello del Parc Olympique di Lione dove il calcio femminile ha messo di fronte le Campionesse del Mondo e le Campionesse d’Europa in carica. Tutto sommato la finale che tutti si aspettavano pur auspicando qualche sorpresa. Una finale giocata fino all’ultimo dei 5 minuti di recupero. Più compatta e psicologicamente impostata per condurre il gioco la squadra statunitense, guardinga e forse impaurita quella olandese. Si sblocca e alleggerisce la tensione paradossalmente al 61′ quando viene fischiato il calcio di rigore che porta gli USA in vantaggio. Da lì le “orange” si distendono alla ricerca del pareggio, ora hanno meno da perdere, lasciando però spazi alle attaccanti americane. 8 minuti e arriva il raddoppio che di fatto chiude la partita. Entrambe le squadre, come già detto, non si risparmiano e regalano al pubblico ancora un bel calcio.

E adesso?

Non ci lasciate sole

Spenti i riflettori mondiali, ora tutti chiedono di continuare a mantenere alta l’attenzione sul calcio femminile mondiale. La stessa Megan Rapinoe ha dichiarato ” Penso che ora tutti siano pronti per il prossimo passo. Finito il tempo in cui ci chiedevamo se ne valeva la pena, se il mercato avrebbe accolto questa realtà”. Ora è il momento di dare risposte sulla programmazione. La capitana statunitense ha ritenuto di dover far notare ad esempio che la finale del mondiale femminile è stata organizzata nello stesso giorno della finale di Copa America e della Coppa d’oro maschile. Ha accusato la Fifa. Tre finali nello stesso giorno? Serve dimostrare interesse e programmare attentamente.

Anche il nostro CT Milena Bertolini chiede di porre l’attenzione sulla programmazione e su pari diritti. Sul fronte italiano sembra esserci la disponibilità della federazione ad arrivare a concretizzare lo stato di professionalità del calcio femminile italiano. Secondo quanto affermato dal Presidente Gravina si parlerebbe del 2020.

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