Aggressione omofoba ad Arezzo: “Frocio spostati” e giù due colpi in faccia

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Aggressione omofoba

Aggressione omofoba in centro ad Arezzo, il racconto di Giacomo “Frocio spostati” e giù due colpi in faccia.

Aggressione omofoba è avvenuto sabato sera in Corso Italia. Il grave episodio è avvenuto ad Arezzo. Un giovane lo ha apostrofato e poi lo ha colpito due volte nel volto, Giacomo ha chiesto l’intervento dei carabinieri e poi è andato in pronto soccorso

“Mi trovavo in Corso Italia sabato sera, erano circa le 21,30 stavo andando a una manifestazione per i diritti degli animali in piazza San Michele, pochi metri prima della piazza ho incrociato un gruppo di 7 o 8 ragazzi molto giovani uno dei quali ha iniziato a offendermi a sfondo omofobo”. Parole inequivocabili che Giacomo ripete per dare il segno della gravità dell’aggressione subita: “‘Frocio di merda‘, mi ha detto. Io gli ho risposto, chiedendo se avesse un problema con me e lui ha ribattuto con ‘spostati perché sei un ricchione di merda, se non ti sposti di metto le mani addossò e finita la frase mi ha dato due colpi in viso, non mi sono reso conto sul momento se fossero pugni o schiaffi e poi ha continuato a camminare. Io ho provato a seguirlo ma dei passanti che avevano assistito alla scena mi hanno fermato.” 

Non è la prima volta che Giacomo subisce aggressioni: “Ho provato un senso di schifo, ma non sono rimasto sorpreso da questa aggressione e questo è un brutto sintomo di abitudine, consapevole che quando sono in giro mi può capitare da un momento all’altro e se non sono aggressioni fisiche sono comunque molestie verbali. E’ successo ad esempio che mi riprendessero senza il mio consenso mentre camminavo per strada, una cosa molto grave.”

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La serata non è terminata lì, perché sul momento Giacomo ha chiamato il 113 per un intervento e i carabinieri hanno raccolto le testimonianze dell’accaduto. Un’ora dopo ha visto di nuovo il suo aggressore in piazza Sant’Agostino. “Quando l’ho rivisto ho chiamato i carabinieri che lo hanno identificato sul posto alla mia presenza.”

Su questa vicenda è intervenuta anche la sezione aretina di Arcigay: “Per quanto tempo continuerete a dirci che non servono le norme per la prevenzione di episodi come questo e per l’educazione al rispetto?” scrivono i rappresentanti di Chimera Acrobaleno. Il riferimento diretto è alla discussione in corso per l’approvazione oppure la modifica del testo del Ddl Zan al quale tiene particolarmente lo stesso Giacomo: “Va approvato senza modifiche, questo rappresenta il minimo sindacale.

Io sono stato aggredito per la mia identità di genere e il mio orientamento sessuale che hanno dedotto da come ero vestito e qui si sta discutendo per avere una briciola di diritti. C’è bisogno di educare le persone al rispetto delle differenze. Non siamo tutti uguali, siamo tutti diversi e queste differenze vanno rispettate e tutelate, non devono essere ridicolizzate e non possono essere motivo di aggressione.”