Aggiornamenti software per le auto: è la scelta vincente?

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Le case automobilistiche stanno puntando sugli aggiornamenti software, con l’ausilio del business Apple. Nella speranza che si riveli la scelta vincente.

Gli aggiornamenti software funzioneranno?

Sappiamo che Apple ha ampi margini di profitto, e che la maggior parte di questi sono per i servizi. Tali funzionalità, basate su software, funzionano al 70%: il doppio di quelle per gli hardware, come per gli iPhone, ad esempio. Le case automobilistiche sono abituate a lavorare su margini fino al 10%, e oggi pensano di poterli aumentare con una strategia ben precisa: offrire servizi basati su software da proporre agli automobilisti.


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Previsioni di ottimi fatturati

“Un reddito di abbonamento regolare è come polvere d’oro per qualsiasi azienda” ha spiegato Richard Peberdy, responsabile automobilistico del Regno Unito presso la società di consulenza KPMG. È stata Stellantis l’ultima azienda a parlare dei possibili guadagni provenienti dai cosiddetti “veicoli definiti dal software”, e lo ha fatto ad un evento chiamato Software Day lo scorso dicembre. Le previsioni sono state di 20 miliardi di euro entro il 2030: in quel momento, è la stima, Stellantis avrà 34 milioni di veicoli connessi ai dati, dai 12 milioni di oggi.

Funzionalità aumentate

Un’altra previsione è di incassare 400 milioni di euro l’anno dalle 400.000 persone che si abboneranno a servizi connessi. Il salto di qualità potrebbe però venire dall’introduzione di auto con la nuova combinazione hardware-software STLA Brain super veloce, cosa che accadrà nel 2024. “Funzionalità e servizi basati su abbonamenti aumenteranno notevolmente” è stata la dichiarazione di Richard Palmer, Chief Financial Officer di Stellantis nel corso della presentazione.

Informazioni aggiuntive

Tra le altre cose, ha spiegato in modo vago di cosa si parla: aggiornamenti e componenti aggiuntivi per una maggiore sicurezza, intrattenimento, navigazione e opzioni remote. Dovrebbero aggiungersi anche operazioni su richiesta senza abbonamento, servizi telematici e assicurativi basati sull’utilizzo, perché le flotte riescano a gestire meglio le proprie operazioni.

Obiezioni giustificate

Sempre nel corso della presentazione, al momento delle domande Patrick Hummel, analista finanziario della banca UBS ne ha posta una importante. “Più sento le case automobilistiche parlare di margini di tipo tecnologico, praticamente tutti, meno è probabile che si concretizzi” ha premesso. Aziende come Apple, ha proseguito, hanno ecosistemi digitali unici per i clienti disposti a pagare per un extra: le case automobilistiche no. In questo tipo di aziende si condividono i fornitori per aumentare le economie di scala, e il risultato è che tutte possiedono le stesse caratteristiche. Diventa quindi una corsa al ribasso, dove ognuna tenta di offrire di più al cliente per distanziare i concorrenti.

Scenari difficili da immaginare

“Mi sembra difficile finire in uno scenario in cui ogni giocatore rimane molto concentrato sulla monetizzazione piuttosto che vendere l’auto e regalare alcune funzionalità gratuitamente” ha continuato Hummel. È stato Tavares, CEO di Stellantis, a rispondere, e ha spiegato che l’azienda potrebbe superare questo ostacolo con i suoi 14 marchi congiunti e con la disciplina dei costi. Il punto però rimane. Perché pagare un extra per i servizi digitali, quando prima o poi qualcuno li offrirà gratis?

Alcuni esempi

Allo stato attuale, i servizi di questo tipo sono pochi. Per dirne una, i marchi del gruppo Volkswagen applicheranno un addebito che permetterà di beneficiare della condivisione dei dati tra l’auto e l’app, dopo un certo periodo in cui questa viene offerta gratuitamente. In altri marchi, come BMW e Mercedes-Benz, gli aggiornamenti software avvengono dopo: BMW addebita per aggiornare il cruise control adattativo, e se l’auto non possiede Apple PlayCar è possibile aggiungerlo ad un costo di 265 sterline. Ma altri concorrenti offriranno tutto questo in maniera gratuita, o lo includeranno nel costo dell’auto.

Gli aggiornamenti software migliorano le funzionalità?

“La domanda è dove cade il confine tra ciò che è attraente e gratuito, e quindi è una parte davvero importante per convincere il consumatore a scegliere la tua auto, rispetto a ciò per cui le persone pagheranno per ottenere un buon flusso di reddito regolare” ha spiegato Peberdy. Naturalmente, un cliente potrebbe avere esitazioni a pagare qualcosa che già esiste sull’auto acquistata, ma sembra che qualcosa si stia muovendo. Infatti, gli aggiornamenti software forniti via etere possono migliorare di molto la funzionalità dell’hardware montato sui veicoli, come i sistemi di telecamere o le batterie delle auto elettriche. Le tante funzioni vengono sostituite con un unico cervello centrale, che fornisce i servizi più rapidamente.

L’idea di Renault

Per esempio, la casa automobilistica Renault sta decidendo per un sistema a doppio chip alimentato dal produttore americano di chip Qualcomm, che alimenterà diverse tecnologie: la cabina di pilotaggio digitale, la connettività 5G, gli aggiornamenti software via etere e l’assistenza alla guida di livello 2+. Questo dovrebbe avvenire dal 2026.