Africa e COVID-19. Quali le nazioni più colpite in caso di epidemia?

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A medical staff wears protective gear at a new section specialised in receiving any person who may have been infected with coronavirus at The Quinquinie Hospital in Douala, Cameroon February 17, 2020. Picture taken February 17, 2020. REUTERS/Josiane Kouagheu NO RESALES. NO ARCHIVES

Lo scorso 30 gennaio l’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità) ha definito il nuovo coronavirus COVID-19 un’emergenza riguardante la salute pubblica di interesse internazionale. Al momento oltre la Cina sono coinvolte nell’epidemia altre 30 nazioni. Ma quali sono i paesi africani a più alto rischio di sviluppare contagi del virus e per quale motivo?

Dopo il primo caso registrato nel continente lo scorso 14 febbraio in territorio egiziano al momento continuano a non essere registrati nuovi casi in nessuna nazione africana. Le ricerche basate sui movimenti di persone e connessioni tra Cina e Africa condotte dall’Istituto per la Salute e la Ricerca Medica (INSERM) dimostrerebbero che nel caso di perdita di controllo sui contagi da COVID-19 ad essere più a rischio di epidemia sarebbero il già citato Egitto (il Cairo International Airport è l’aeroporto del dell’intero continente con più rapporti diretti con Pechino e la regione di Hubei, zona di nascita del nuovo coronavirus), Algeria, Sud Africa, Nigeria ed Etiopia. A seguire ci sarebbero Sudan, Angola, Tanzania, Ghana e Kenya con un livello moderato di importazione.

La classifica è stata creata basandosi sui dati forniti annualmente da ogni singolo stato all’OMS per quanto riguarda la propri capacità di affrontare un’epidemia e analizzando due indici calcolati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ogni singola nazione, IDVI – Infectious Disease Vulnerability Index (indice di vulnerabilità delle malattie infettive. Valore tra 0 e 100) e SPAR – State Parties self-assessment Annual Reporting (valore tra 0 e 100 che calcola la capacità di un paese di affrontare situazione epidemiche).

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