Afghanistan: individuato l’attentatore dell’Università di Kabul

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L’attentato terroristico dell’Università di Kabul non ha riscosso un notevole riscontro mediatico (nonostante i 22 morti). Ma ciò che è successo nella capitale dell’Afghanistan è di per sè grave e mette in difficoltà quel lento processo di pace che il paese sta affrontando. E mentre i Talebani cercano di trovare un accordo di pace con il governo di Kabul, e l’emissario USA Khalizad abbandona il tavolo di Doha, la situazione in casa è sempre più rischiosa. L’attentato ha ora un mandante preciso, individuato dalle indagini delle forze afghane. È il gruppo terroristico denominato Rete Haqqani. Operante in Afghanistan ed etichettata dagli Stati Uniti come organizzazioni terroristica.

Chi è la mente dell’attentato del 2 novembre?

L’assalto è stato provocato da un uomo chiamato Alil, reclutato ed addestrato dalla rete Haqqani. Adil proveniva dalla provincia di Panjshir, ma la sua famiglia viveva alla periferia di Kabul. “Adil era scomparso da tre anni tra le voci secondo cui era andato a ricevere addestramento in guerra e combattimento”, ha detto Saleh, vicepresidente del Paese. Non è la prima volta che l’organizzazione Haqqani mette in piedi attentati. È da anni sulla lista nera di alcuni paesi per la sua affiliazione ai Talebani.

Cosa successe in Afghanistan?

Il 2 novembre scorso nell’Università della capitale, funzionari afghani e iraniani stavano inaugurando una mostra di libri. L’attentato ha preso il via appena sono entrati tre uomini armati, che con un fucile hanno devastato il plesso universitario. La sparatoria ha provocato almeno 22 morti e oltre 20 feriti. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo armato ISIS. Giorni prima dell’assalto all’università, l’ISIS ha rivendicato un attentato suicida mortale nei pressi di un centro educativo in un distretto occidentale di Kabul che ha ucciso 24 persone.


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