Afghanistan: i Talebani ancora al potere vent’anni dopo

I talebani saranno in grado di mantenere il potere o cadranno negli stessi errori/orrori del passato?

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Afghanistan

I Talebani hanno ripreso in mano in Afghanistan nel giro di una settimana. La capitale Kabul è caduta nelle loro mani e il governo retto dalle forze democratiche assistite dal contingente Nato è definitivamente caduto. 

Chi sono i Talebani?

I talebani si sono formati nel 1994 a sud dell’Afghanistan. Il gruppo era formato da ex combattenti della resistenza afgana noti come mujahedeen. L’allora resistenza combatteva le forze sovietiche che avevano invaso il paese nel 1980. La missione dei talebani del tempo e di quelli attuali è la stessa: imporre la legge islamica e rimuovere qualunque influenza straniera. Il termine talebani o talibrani deriva dalla lingua pasthu, una sorta di afghano arcaico e significa: studenti o ricercatori. Più nello specifico tutti quegli studenti delle scuole coraniche incaricati della prima alfabetizzazione basata sul testi islamici. Il termine talebani è stato negli ultimi vent’anni generalizzato per riferirsi ai gruppi fondamentalisti di matrice islamica presenti sia in Afghanistan che in Pakistan.


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Il credo talebano

Il regime talebano ha delle fondamenta islamico sunnite. La religione islamica è, infatti, suddivisa in due tradizioni, quella dei sunniti e quella dei sciiti. I primi sono i seguaci ortodossi dell’islamismo e seguono le regole della Sunna di Maometto, ossia la vera tradizione maomettana. I secondi, invece, seguono i dettami ‘Ali, il cugino e genero di Maometto. Nel credo islamico la parte sunnita rappresenta la maggior parte dei fedeli. Circa l’85 per cento del totale dei fedeli musulmani nel mondo. La tradizione sunnita comprende l’accettazione dei primi quattro califfi come i legittimi successori del profeta Maometto. I sunniti credono che la “politica” stabilita a Medida da Maometto come un dominio terreno e temporale e considerano che la leadership dell’Islam non si basi da un’ordine o da una realtà divina ma dalle realtà politiche presenti nel mondo musulmano. Originariamente erano appunto i califfi. 

I leader talebani

Il primo leader fondatore fu Mullah Mohammad Omar, un membro della tribù Pashtun che divenne un comandante mujahedeen. Nel 1994, il Mullah Omar formò il gruppo a Kandahar con circa 50 seguaci che si sollevarono per sfidare l’instabilità, la corruzione e il crimine che consumavano l’Afghanistan durante la guerra civile post-sovietica. L’attuale leader dei talebani è Mawlawi Haibatullah Akhundzada, un alto religioso della generazione fondatrice dei Talebani. È stato nominato leader del gruppo nel 2016. Dopo che il precedente leader, il mullah Akhtar Mohammad Mansour, morì in un attacco aereo statunitense in Pakistan. Un altro giocatore chiave è il Mullah Abdul Ghani Baradar. Questi è il co fondatore dei talebani. Baradar è a capo del comitato politico del gruppo e recentemente ha incontrato il ministro degli esteri cinese Wang Yi.


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Il potere dei talebani negli anni novanta

Il gruppo talebano conquistò il potere, nel 1996, quando sono emersi come vincitori della guerra civile afghana. Una volta al potere mise in atto regole severe nella società. Nacque, infatti, un vero e proprio regime teocratico. I Talebani imposero rapidamente rigide regole islamiche in linea con la loro stretta interpretazione della sharia. Le nuove regole videro per la popolazione afgana il tramutarsi di un incubo in realtà. Vi furono, infatti, esecuzioni pubbliche di assassini e adulteri condannati, amputazioni per coloro che furono trovati colpevoli di furto. Agli uomini era richiesto di farsi crescere la barba e le donne dovevano indossare il burka. Alle ragazze fu impedito di andare a scuola e lavorare. I Talebani proibivano anche la televisione, la musica e il cinema. Questi furono accusati di vari abusi culturali e dei diritti umani. Un esempio famoso fu nel 2001, quando i Talebani procedettero alla distruzione delle famose statue del Buddha di Bamiyan nell’Afghanistan centrale.

Gli attentati di Al Quada e i Talebani

La guerra in Afghanistan scoppiò a causa del rifiuto dei talebani di consegnare il terrorista e leader di Al Qaeda agli americani: Osama bin Laden. Infatti, a seguito degli attentati alle torri gemelle e al Pentagono, del 2001, bin Laden si trovava proprio in Afghanistan. Lì, i talebani gli avevano fornito un rifugio mentre pianificava gli attentati dell’11 settembre. Quando i Talebani rifiutarono le richieste degli Stati Uniti, le forze americane invasero l’Afghanistan e rovesciarono nel giro di una settimana il governo del Mullah Omar. Il mullah Omar e altri leader talebani trovarono rifugio nel vicino Pakistan mentre organizzavano una campagna di insurrezione per riconquistare il potere in Afghanistan. Infatti, negli anni hanno continuato a svolgere attività terroristica e di guerriglia contro le truppe della coalizione internazionale schierata in Afghanistan e contro le forze governative afghane.


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Ritorno al potere dei talebani

Mentre gli Usa si preparavano a completare il loro ritiro, entro l’11 settembre 2021, dopo due decenni di guerra, i militanti talebani hanno conquistato le principali città. Ed ora anche la capitale Kabul. Il gruppo entrò in trattative dirette con gli Usa già nel 2018, e nel febbraio 2020 le due parti strinsero un accordo di pace a Doha. Tale accordo impegnava gli USA a ritirarsi e i talebani a prevenire ulteriori attacchi contro le forze armate americane. Le altre promesse includevano anche il non permettere ad al-Qaeda o ad altri militanti di operare nelle aree che controllava e di procedere con i colloqui di pace nazionali. Ma nell’anno successivo, i Talebani hanno continuato a prendere di mira le forze di sicurezza afgane e i civili, e sono avanzati rapidamente in tutto il paese.

La nuova immagine dei talebani

Ieri, nell’intervista alla BCC, i Talebani hanno cercato di presentarsi come diversi dal passato hanno affermato di essere impegnati nel processo di pace, in un governo inclusivo, e disposti a mantenere alcuni diritti per le donne. Il portavoce dei Talebani, Sohail Shaheen, ha detto che alle donne sarà ancora permesso di continuare la loro istruzione dalle elementari all’istruzione superiore. Una vera e propria rottura delle regole durante il passato governo dei Talebani tra il 1996 e il 2001. Shaheen ha anche detto che diplomatici, giornalisti e organizzazioni non profit potrebbero continuare ad operare nel paese. Ma, molti osservatori temono che un ritorno al dominio talebano sia un ritorno all’Afghanistan di due decenni fa, quando i diritti delle donne erano fortemente limitati. Antonio Guterres, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha detto in un tweet che centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire tra le segnalazioni di gravi violazioni dei diritti umani.

La vittoriosa marcia su Kabul 

Secondo alcuni osservatori internazionali, i vent’anni passati ad addestrare le forze di sicurezza afghane non sono serviti a nulla. Gli Usa hanno speso più di mille miliardi di dollari in Afghanistan, addestrando soldati e polizia e fornendo loro attrezzature moderne. A febbraio 2021, le forze afgane contavano 308.000 persone, secondo un rapporto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblicato a giugno. Ben al di sopra del numero stimato di combattenti talebani armati, che variava da 58.000 a 100.000.

USA: vent’anni di guerra inutili

Solo il mese scorso, gli alti funzionari dell’amministrazione Biden credevano che ci volessero mesi prima che il governo civile di Kabul cadesse. Ora i legislatori stanno facendo pressione sull’amministrazione Biden per avere delle risposte ed esigere informazioni su come l’Intelligence statunitense abbia potuto giudicare così male la situazione nel paese. Mentre i funzionari americani hanno espresso sgomento per l’incapacità del governo afgano e delle forze armate afgane cadute così rapidamente.