Affrontare la malattia cronica è un compito per la vita

Che cos'è la malattia cronica? Cosa comporta?

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Se decidessimo di tracciare una linea che rappresenti la nostra vita, difficilmente questa sarebbe lineare. Piuttosto, sarebbe segnata da svariate irregolarità, pause, picchi verso l’alto e verso il basso. Questo perché ogni esistenza di questa Terra, va inevitabilmente incontro a ostacoli e difficoltà. Ci sono poi certe persone, che sembrano quasi destinate a lottare. Questa è la percezione che si ha, nell’affrontare la malattia cronica.

Che cos’è una malattia cronica?

Si definisce malattia cronica una condizione caratterizzate da un lento e progressivo declino delle normali funzioni fisiologiche. Dunque, si parla di patologie che comprendono una serie di sintomi e di deficit che non andranno a migliorare del tempo. Naturalmente, la definizione cambia a seconda della malattia alla quale ci stiamo riferendo. La cronicità comprendere varie condizioni, anche molto differenti tra di loro. Alcuni esempi di patologie croniche sono il diabete o il morbo d’Alzheimer. Queste, sono senz’altro ben diverse e distinte tra loro. Tuttavia, la loro cronicità, sta nell’inesistenza di una terapia che consenta la guarigione totale del paziente.

La controparte della malattia cronica, è la patologia acuta. Quest’ultima, delinea la comparsa di sintomi e segni violenti dovuta a un rapido processo patologico. Anche in questo caso, gli esempi possono essere molteplici. Si va da una banale influenza ad altre situazioni gravi, come tumori maligni.

Una lotta mai uguale

La differenza tra malattia cronica e acuta, la si può anche riscontrare nei diversi modi in cui le si affronta. Inoltre, è peculiare notare come il linguaggio cambi, a seconda della situazione di riferimento. Non a caso, quanto si parla di patologia acuta, si tende a usare un lessico bellico. Si delinea un guerriero o una guerriera, ossia il paziente, alla vittoria e alla sconfitta. Si parla di lotta, di battaglia da vincere ad ogni costo.

Invece, nel momento in cui si fa allusione alla malattia cronica, il linguaggio assunto sembra appartenere alla sfera dell’economia e del business. bisogna gestire la malattia, fronteggiare le difficoltà e sviluppare sistemi di supporto. Questo, come detto precedentemente, perché non esiste una cura definitiva, dunque le terapie mirano a migliorare la qualità della vita dei pazienti.


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Cosa significa affrontare la malattia cronica?

Convivere con una malattia cronica, non è mai un compito semplice. Significa vivere la propria vita costellato da preoccupazioni e misure speciali, e soprattutto con la consapevolezza che le cose non miglioreranno mai più di tanto. Spesso, l’ospedale diventa la seconda casa del malato cronico. E, nei casi più fortunati, lo staff del reparto diviene una seconda famiglia. Una famiglia colma di persone sempre pronte ad aiutarti e sostenerti, a chiarire ogni tuo dubbio.

Sono tante le conseguenze fisiche e psicologiche che la patologia apporta alla persona. Sovente, ci si sente persi. Ci si chiede sovente il perché dei propri problemi, e non di rado si finisce per domandarsi il perché della propria esistenza su questo pianeta. Le preoccupazioni riguardanti il futuro non sono poche, e mai da sottovalutare.


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E’ necessaria una ragione per restare. Un’ancora di salvezza alla quale aggrapparsi, al fine di salvarsi da quella tempesta che è la vita. La malattia a volte si fa sentire di più, altre meno. Ed è proprio quando il mare è più calmo, che è di solito più facile trovare un appiglio per la vita. Quando, al contrario, ci si ritrova per l’ennesima volta sdraiati su un letto d’ospedale, è più facile che si veda il proprio organismo come fragile, e a volte si ha l’impressione che in fondo la sua vera appartenenza sia proprio quel letto, sul quale chissà quante altre volte ci si ritroverà.

Cosa fare a riguardo?

Esiste una via d’uscita? Sì: l’accettazione. Attenzione, però. Accettare non è facile. E soprattutto, non è sinonimo di far finta di niente. Il corpo e la vita di una persona portatrice di malattia cronica, non sono uguali a quelli di una persona sana. Ci si trova in una costante lotta contro il tempo, nel bel mezzo di un infinito profilarsi di cartelle cliniche, terapie e interventi. Ciononostante, l’unica maniera per cominciare a vivere il proprio fluire, è prendere consapevolezza della propria situazione. E’ inutile chiudere gli occhi e fare finta che la patologia non esista. Essa è presente, fa parte di noi; ma noi possiamo imparare a conviverci. Solo così troveremo la nostra personalissima normalità; che normalità non è sinonimo di vita sana, ma piuttosto un concetto astratto e infinitamente modificabile e adattabile.

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