Affreschi di Studenica: nel Monastero i dipinti hanno volti e occhi sfregiati

Nel Monastero di Studenica gli affreschi presentano volti graffiati e occhi cavati

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Affreschi di Studenica

Oggi parliamo degli affreschi di Studenica quindi dei noti dipinti che si trovano nel Monastero della Raška, nella Serbia meridionale. Il Monastero ha una forte risonanza, infatti rientra nel novero dei monasteri ortodossi più grandi e ricchi di tutta la Serbia. Il sacro luogo di Studenica però cela qualcosa di prezioso ma suggestivo: bellissimi affreschi che ritraggono volti sfigurati e occhi cavati.

Gli affreschi di Studenica: perché gli occhi e i volti dei ritratti sono deturpati?

Il Monastero di Studenica rappresenta una pietra miliare nella storia e nella cultura serba. Famoso perché costituiva il primo centro culturale ma anche perché divenne il mausoleo della prima dinastia reale. Il monastero dunque apparse come un importante luogo di arte e difatti Nemanja, il Gran principe di Raska, impreziosì quel luogo con affreschi raffiguranti Gesù, la Vergine, santi, re ed eroi della storia. Nel XIV secolo però l’Impero Ottomano invase la Serbia che crollò irrimediabilmente. Le truppe ottomane raggiunsero anche i luoghi più isolati del posto e quindi anche il Monastero di Studenica. I soldati ottomani si trovarono di fronte a una miriade di immagini di santi e uomini. Essi s’infervorarono e disgustati dalla blasfemia sfigurarono tutti i volti dei dipinti. Eccolo dunque il motivo dei volti sfregiati e degli occhi cavati.

La costruzione del Monastero di Studenica

Il Monastero di Studenica nacque per volere di Stefan Nemanjic o Nemanja. Il Gran Principe Raška unì tutte le diverse entità slave presenti nei Balcani sotto un unico stato feudale. Nemanja iniziò una politica di omologazione culturale e religiosa in tutta la popolazione del nuovo stato e fece prevalere una cultura serba di fede ortodossa. A tal proposito Nemanja eresse diversi monasteri e favorì la diffusione della chiesa ortodossa in tutto il territorio del suo regno. D’altronde tra i monasteri c’era il Durdevi Stupivi a Rasi, in onore di San Giorgio e il monastero di Kuršumljia vicino a Topola. Ma il più rinomato di tutti fu certamente quello di Studenica, dedicato alla Santa Vergine.

Quando gli ottomani saccheggiarono Studenica

L’invasione ottomana dunque non tardò a raggiungere luoghi remoti come villaggi e monasteri. Come possiamo immaginare, le truppe ottomane trafugarono tutti gli oggetti preziosi del Monastero di Studenica. Inoltre i territori conquistati dai soldati invasori andarono nelle mani del Sultano. Ai cavalieri dell’esercito spettavano solo delle rendite commisurate al valore in battaglia.

Censura a Studenica

A Studenica non è stata perpetrata solo una censura di tipo religioso, come accadde anche nelle altre chiese ortodosse. Alcuni affreschi infatti presentano dei raschiamenti, altri invece sono ricoperti da picconate e scalfiture su tutta la sagoma. Altre immagini di volti presentano una grossolana cancellazione degli occhi. Gli ottomani dunque bandivano l’iconoclastia ma non solo. Vi era anche una certa convinzione che la creazione di forme viventi fosse una prerogativa di Allah, quindi le immagini erano un tentativo di emulazione dell’opera del Creatore. Gli ottomani sprezzarono gli affreschi di Studenica. Anzi essi punirono immediatamente gli uomini serbi cavando gli occhi a tutti i volti ritratti nella chiesa.

Gli affreschi di Studenica oggi

A seguito dell’estinzione della dinastia Nemanjic e dopo la conquista della Serbia da parte degli ottomani, Studenica perse gran parte del suo prestigio. Però quel luogo venerando mantenne la fama di centro culturale e spirituale. Nel XIX i serbi riuscirono finalmente a cacciare il nemico ottomano invasore. I danni e le violenze commesse dagli ottomani non colpirono proprio tutti gli affreschi. Ancora oggi infatti possiamo godere delle raffigurazioni così come sono state realizzate originariamente.


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