Adozione di una neonata malata da due gay : il confine tra amore e pregiudizi

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La notizia che in queste righe riporteremo non è fresca di giornata. Ma la profondità dei sentimenti che è in grado di suscitare la rende meritevole di un piccolo posticino. Si tratta di una storia che fa rabbia e allo stesso tempo intenerisce. Una storia che dovrebbe insegnare a superare quella linea sottile esistente tra i pregiudizi della società e l’amore incondizionato.

Quella che dovrebbe essere la tipica famiglia, composta da marito e moglie con conseguenti bambini può deludere. Anzi ha deluso. Decine di famiglie hanno detto no all’adozione di una tenerissima bambina di qualche mese. Il motivo? La piccola era malata di HIV

La storia di Olivia

La piccola Olivia oggi ha circa 5 anni. Nel 2014 le diverse famiglie in lista d’attesa per ricevere in affido un bambino hanno rifiutato di prendersene cura, per la sua situazione di salute.

Siamo all’estero, in Argentina. Olivia oggi ha due genitori e una sorellina della stessa età. Chi si è presa cura di lei in questi Annie continuerà a farlo per sempre è una coppia gay. Due uomini, Damian Pighin e Ariel Vijarra che volevano a tutti i costi fare i genitori, amare senza riserve un bambino tutto loro, non ci hanno pensato due volte a prendere nella loro casa la piccola e crescerla senza farle mancare nulla.

Un famiglia “anomala” che ama più di quella “classica”

La coppia omosessuale si occupa della piccola, fanno l’impossibile per sottoporla alle migliori cure per la sua condizione, e le hanno dato anche una sorellina.

Questo comportamento, per cui parole di elogio e di encomio sarebbero poche, dovrebbe dunque essere di esempio per tutti. Ma soprattutto un monito per coloro che continuano a vivere nel pregiudizio e non si accorgono che spesso amano di più coloro che vengono definiti “anomali” piuttosto coloro che fanno parte della cosiddetta normalità, ma che di normale nel cuore non hanno nulla.

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