Addio all’Ene: la scuola dei leader francesi

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Addio all'Ene

È un simbolo francese che cade. L’Ene (Scuola nazionale di amministrazione) verrà abolita e sostituita dall’Istituto di servizio pubblico. Emmanuel Macron lo ha annunciato questo giovedì, di fronte ai 600 dirigenti dell’amministrazione senior riuniti in videoconferenza per la Convention Manageriale dello Stato, organizzata da Matignon. L’Ena che da 40 anni forma dirigenti di alto livello, scomparirà, e questa volta per davvero. 

Qual è il motivo di questa scelta?

La scuola è stata spesso oggetto di accuse, in quanto chi accedeva faceva quasi sempre parte della cosiddetta “società privilegiata” francese. Solo il 4,5% degli alunni dell’Ena veniva da una famiglia di operai. La prestigiosa National School of Administration che dal 1945 forma i leader più anziani, compresi quattro degli ultimi sei presidenti, era diventata il simbolo di un autogoverno al potere che mano a mano ha alimenta risentimento e sospetto.


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Le parole di Macron

L’Isp dovrà selezionare profili meno determinati socialmente, è da considerarsi una profonda rivoluzione anche in termini di reclutamento. Servirà a conciliare i cittadini con i vertici dello Stato e, così facendo, con l’azione pubblica. L’Istituto di servizio pubblico sarà anche un centro che formerà i funzionari pubblici senior […] molti errori nel quinquennio sono legati a un cattivo funzionamento dell’amministrazione. Questa riforma mira a rimediare a tutto ciò, perché la pentola a pressione dei “Gillet Gialli” è ancora ben calda.

Addio all’Ene: Macron fa sul serio

Il leader vuole inoltre introdurre alcuni cambiamenti nei criteri della selezione finale e l’automatismo verso i Grands Corps de l’État, che equivalgono alle nostre Corte dei Conti, Consiglio di Stato e Finanze. Uscendo dall’Ena, i diplomati avevano direttamente accesso a questi organi dello Stato, in base alla graduatoria, godendo di fatto di una sorta di rendita a vita. L’obiettivo del leader francese è invece fare in modo che gli “alti funzionari” debbano fare più esperienza nel settore privato e superare passaggi intermedi tra Prefetture, diplomazia, rettorati, direzioni di grandi enti. Non mancano voci che dissentono. “E’ una mossa populista e demagogica che non risolverà tutti i problemi dello Stato francese” commenta Daniel Keller, presidente dell’associazione degli ex alunni dell’Ena.


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