Addio al poeta Ernesto Cardenal Martinez, voce dell’America Latina

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E’ morto ieri pomeriggio a Managua dopo quattro giorni di ospedalizzazione all’età di 95 anni l’artista nicaraguense Ernesto Cardenal Martinez, considerato uno dei principali poeti contemporanei dell’America Latina.

Nato in una ricca famigli della città di Granada, Martinez ebbe la possibilità di studiare Lettere presso l’Università di Managua, per poi continuare gli studi in Messico e tra il 1947 e il 1949 a New York.

Tornato nel suo paese di origine si unì ai movimenti di resistenza contro il regime di Anastasio Somoza Garcià, partecipando nel 1954 alla Rivoluzione di aprile, tentativo politicodi mettere fine alla dittatura. Due anni dopo il poeta decise di entrare come novizio nel monastero trappista di Nostra Signora a Gethsemani in Kentucky e nel 1965 venne ordinato sacerdote. Poco dopo fondò la comunità religiosa di Solentimane, dove verrà seppellito tra qualche giorno il corpo, presso un’isola nel Lago Nicaragua.

Cardenal Martinez fu costretto a lasciare il Nicaragua dopo la scoperta da parte el governo della sua appartenenza al FSLN, il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, trovando riparo a Cuba dove divenne ambasciatore dell’opposizione sandinista.

Ancora sacerdote il poeta ritornò a Managua il 19 luglio 1979 insieme alle truppe rivoluzionarie abbattendo il regime di Anastasio Somoza Debayle (figlio del precedente presidnete) diventando poi ministro della cultura nel nuovo governo guidato da Daniel Ortega.

Il 4 marzo 1983 Papa Giovanni II in visita in Nicaragua lo censurò per aver fatto parte del primo governo Ortega invitandolo a dimettersi. Cardenal Martìnez si rifiutò e venne a sospeso a divinis (decisione revocata da Papa Francesco nel 2014). L’anno seguente il poeta ricoprì il ruolo di Ministro dell’Istruzione fino al 1990. Il poeta nicaraguense decise di abbandonare il FSLN nel 1994, polemizzando contro la gestione del partito da lui definita autoritarista da parte di Daniel Ortega.

Famoso per una poesia vicina ai temi sociali, l’opera di Cardenal Martìnez ha raccontato l’oppressione nella società contemporanea, motivando le persone ad agire per il cambiamento sociale. Nelle sue opere poetiche il cristianesimo è inteso come denuncia dell’ingiustizia e profezia di riscatto.

Ernesto Cardenal Martìnez è stato anche protagonista negli anni ’80 di una grande campagna di alfabetizzazione in Nicaragua che coinvolse 500.000 abitanti del paese, sforzo riconosciuto anche da UNESCO che contribuì alla sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura nel 2005.

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