Addio a Shuping Wang, la ricercatrice che denunciò un’epidemia di HIV in Cina negli anni ’90

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E’ morta in Utah negli Stati Uniti all’età  di 59 anni la dottoressa Shuping Wang, famosa per aver lottato contro HIV ed epatiti in Cina negli anni’90.

Il medico era anche noto per aver lottato nel suo paese di origine per garantire un miglior controllo sulla qualità del sangue e del plasma donato nel centro trasfusionale dove prestava servizio.

Nel 1991, nella provincia cinese del Henan, la Dottoressa Wang assegnata ad un centro per la raccolta delle donazioni di sangue (in Cina all’epoca ogni donazione veniva retribuita con una somma al donatore) aveva realizzato che molti dei pazienti che ricevevano il sangue in donazione, si erano infetti con l’epatite C. Dopo la sua denuncia le cose non cambiarono poiché, come venne pubblicamente affermato dalle autorità che gestiva il centro di trasfusione, un cambio nella pratica di raccolta avrebbe comportato un aumento delle spese.

Shuping Wang non si arrese e denunciò il tutto al Ministero della Salute che annunci che tutti i donatori erano obbligati a sottoporsi ad un controllo sull’epatite C.

Nel 1995 un altro scandalo fu prima scoperto e poi denunciato dal medico, scoprendo che un donatore di sangue sieropositivo aveva venduto il proprio sangue in almeno quattro centri di raccolta sul territorio cinese. Il medico che si rese conto della gravità  del fatto, denunciò l’accaduto ai suoi superiori, che però le risposero che l’inserimento di controlli sul virus HIV sarebbero stati troppo costosi. Wang decise di non arrendersi analizzando da sola più di 400 campioni di sangue raccolti nella provincia dell’Henan, scoprendo che il 13% di essi risultavano positivi al test dell’HIV.

Dopo aver portato risultati agli uffici governativi di Pechino, al suo ritorno un ex dipendente del centro di raccolta la picchiò con un bastone e distrusse tutta la sua attrezzatura.

Nel 1996 per un breve periodo tutti i centri trasfusionali del paese chiusero per poi riaprire con nuove procedure e l’obbligatorietà del test dell’HIV per ogni campione di sangue ricevuto.

Dopo numerose pressioni che continuarono negli anni da parte dei colleghi e delle istituzioni, Shuping Wang decise di trasferirsi negli Stati Uniti nel 2001, dove prese anche un nome occidentale, “Sunshine”.

Nello stesso anno il governo cinese ammise la grave situazione riguardante le infezioni da HIV in Cina, dove una delle regioni più colpite era proprio quella di Henan, dove la dottoressa prestava servizio.
Per cercare di porre un rimedio, il governo cinese creò cliniche specializzate per curare le patologie connesse al virus dell’HIV e all’AIDS.


Dopo essersi risposata si trasferì nella città di Salt Lake City nello Utah dove iniziò a lavorare come ricercatrice medica nella locale università .

Proprio quest’anno, pochi mesi prima di morire per un presunto attacco cardiaco durante una gita con il marito e amici, il suo passato è riaffiorato. La famiglia, ancora nella regione di Henan in Cina, ha ottenuto una visita da parte delle autorità per cercare di convincere la dottoressa a bloccare lo spettacolo teatrale ispirato alla sua vita in scena a Londra dal titolo “The king of Hell’s Palace“.

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