Addio a Playboy. Il Coronavirus annienta le vendite

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A causa del coronavirus, Playboy non sarà più distribuita in versione cartacea.

La rivista erotica più famosa del mondo è destinata a restare su versione digitale. Il suo fondatore Hugh Herfner aveva fondato Playboy nel 1953.

La causa

Il Coronavirus dà il colpo di grazia a Playboy. Dopo 66 anni, le vendite sono quasi a 0. Pertanto non ci sarà più la versione cartacea della rivista. Con un aumento degli abbonamenti del 30% nel 2019, si spera che la rivista possa resistere alla catastrofe.

Marylin Monroe

Nel 1953, sul primo numero, in copertina vi compariva l’allora esordiente Marilyn Monroe. Fece scalpore la prima pagina con un topless completo dell’attrice. Come logo fu adottato una testa stilizzata di coniglio.

Le tematiche

I contenuti della rivista tuttavia non sono mai stati solo inerenti al nudo. La rivista ha spaziato tra l’intrattenimento, il design, la moda, lo sport, la politica e le famosissime interviste a personaggi illustri. Ricordiamo le interviste a: Jimmy Carter, Fidel Castro, Gabriel García Márquez, Malcolm X, Martin Luther King Jr., John Lennon e l’ultima famosa intervista Steve Jobs.

Le vendite

Il suo picco di vendite risale al 1972. Con sette milioni di copie, risultò essere una tra le riviste più vendute dell’epoca. Tre anni prima era nata negli Usa la rivista hot Penthouse e la rivalità fra le due riviste fece si, che entrambe pubblicassero immagini di nudo sempre più integrale per aumentare le vendite.

Le previsioni future

I più affezionati lettori sono comunque ancora vincolati alla speranza di una futura rinascita della rivista. Nel 2021 si prevedono le pubblicazioni di numeri speciali.

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