Acquisti di seconda mano: un mercato in ascesa

Il mercato degli acquisti di abiti e arredamenti usati continua a crescere: un trend volto alla sostenibilità ma anche al desiderio di provare dei look alternativi a quelli classici della moda.

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Dati acquisti di seconda mano
Continua a crescere il mercato degli abiti e arredamenti usati.

Si sta registrando sempre di più una netta inversione di tendenza per quanto riguarda le vendite di capi di abbigliamento e mobili. Infatti sono in aumento i consumatori che puntano sugli acquisti di seconda mano sia per fare qualcosa di concreto per la salvaguardia dell’ambiente, sia per andare su look che siano alternativi a quelli classici del fashion.

La conferma di questo cambio di rotta arriva dai dati di eBay che dimostrano come i dati di vendita degli articoli usati siano schizzati in alto nel Regno Unito in quest’ultimo anno, con circa 60 milioni di pezzi piazzati sul mercato. Murray Lambell, direttore generale del sito statunitense, ha affermato che in effetti si sta assistendo ad un “cambiamento di mentalità” che proviene soprattutto dai giovani fino ai 30 anni.

Il boom degli acquisti di seconda mano

Il successo degli acquisti di seconda mano sta spingendo un numero crescente di aziende a lanciarsi in questo settore. Asda, ad esempio, qualche giorno fa ha comunicato che sta cominciando a vendere abbigliamento usato in circa 50 dei suoi supermercati, e a loro volta Ikea e John Lewis stanno proponendo delle iniziative riguardanti l’arredamento che non è nuovo di zecca. Asos, intanto, ha constatato che le vendite di capi vintage sono schizzate in alto addirittura del 92%.

Questa nuova tendenza è favorita anche dal supporto di alcuni personaggi come Kim Kardashian a Livia Firth che spesso sfilano sui red-carpet o in occasioni pubbliche con abiti vintage. Non è da meno l’evento ippico britannico del Royal Ascot. Gli organizzatori infatti hanno dichiarato che quest’anno l’intera manifestazione avrà come tema portante quello dello “shopping consapevole”.

Una recente ricerca statistica statunitense realizzata per conto di ThredUp, ha riportato che, mentre nel 2015 il 45% delle donne si era detto disponibile ad acquisti di seconda mano, nel 2019 la percentuale di persone favorevoli è salita al 70%. Gli esperti ritengono che questo settore possa superare il cosiddetto fast-fashion entro il 2029.

Abiti usati: dai loro una nuova vita con un click

Un altro cambiamento significativo è quello segnalato da Vinted che attualmente vanta più di 37 milioni di utenti registrati in tutto il mondo, con un incremento dal 16% al 17% della quota di mercato durante il periodo del lockdown. L’azienda lituana sostiene che il boom degli acquisti di seconda mano sia iniziato quando le persone, spinte dal desiderio di fare un po’ di pulizia in casa per trascorrere il tempo in isolamento forzato, hanno cominciato a vendere su internet tutti quegli articoli che non riuscivano a dare in beneficenza. Dunque, secondo i responsabili di Vinted, l’emergenza coronavirus ha modificato le priorità dei consumatori e ha “accelerato il già crescente movimento verso un consumismo più consapevole”.

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