Acquaroli sul Dpcm: “Il governo provveda a ristorare e sostenere le attività chiuse”

L'appello del Governatore delle Marche al Governo affinchè sostenga le attività costrette a chiudere

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Scende in campo il governatore delle Marche Francesco Acquaroli per lanciare l’appello al Governo dopo l’ultimo Dpcm. Si chiedono misure volte a ristorare e sostenere le attività chiuse. Acquaroli si esprime dopo la lunga conferenza Stato-Regioni di ieri in videocollegamento, insieme al vicepresidente Carloni e alla squadra di assessori. Riunione dove tutti i presidenti delle Regioni hanno mostrato perplessità su alcuni aspetti legati alle chiusure totali di palestre, piscine, cinema e teatri. Nonchè sulla chiusura pomeridiana e serale di ristoranti e bar. “Il Governo non ha ritenuto di tenere conto, e il Dpcm pubblicato in Gazzetta non ha recepito queste segnalazioni”, sottolinea Acquaroli.

Acquaroli sul Dpcm: “Esiste un’evidenza scientifica che il virus si trasmette più rapidamente in alcune attività rispetto che altre?

Queste perplessità riguardano soprattutto il fatto che non esiste alcuna evidenza scientifica. Almeno conosciuta fino ad oggi che dica che il virus si possa diffondere più rapidamente in alcune di queste attività rispetto che altre”.

In tanti pensano che il rispetto delle norme possano essere sufficienti al contenimento del contagio, continua. Non bastano a contenere il contagio il distanziamento interpersonale, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani. Come pure tutte le procedure e i protocolli stabiliti in questi difficili mesi”.

“Il governo provveda subito a ristorare e sostenere le attività chiuse”


Il governatore delle Marche aggiunge: “L’evoluzione epidemiologica è sicuramente molto delicata in tutto il Paese. Presuppone la massima attenzione prima di tutto per la sicurezza e la salute dei cittadini, che devono avere la precedenza”.

E lancia un appello a Conte: “Ora il Governo provveda subito a ristorare e sostenere le attività chiuse forzatamente. Attività che hanno visto e vedranno ridotte o azzerate le loro possibilità di lavorare”.

Sulla stessa linea anche il leader del partito del governatore Giorgia Meloni: “Il Governo deve dirci quali sono le risorse per ristorare le attività. La gente ha speso migliaia di euro per adeguarsi alle prescrizioni del governo e se queste non sono valide è il Governo che deve pagare”, chiosa il leader di FdI. Chissà cosa succederà nel guazzabuglio di queste norme tra di loro piene di contraddizioni?

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