E’ una delle vincitrici degli Oscar 2017, premiata come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Rose Maxson in Fences, Viola Davis ha commosso la platea grazie al suo discorso di ringraziamento.

Classe 1965, nata nella sud della Carolina ma cresciuta nel Rhode Island in condizioni di estrema povertà, è la seconda più giovane dei sei figli. Suo padre è un allenatore di cavalli mentre sua madre è una casalinga, operaia e attivista dei diritti civili. E’ una self-made, si è data da fare e, con le sue stesse mani, si è costruita il suo futuro, coronato prima con il premio Emmy del 2014 (la prima donna nera a vincerlo) grazie al suo personaggio Annalise Keating nella serie televisiva Le regole del delitto perfetto e, poi, con il premio Oscar del 2017.

«C’è solo un posto dove le persone con il più grande potenziale si riuniscono, ed è il cimitero», ha esordito con un pizzico di ironia Viola, ha aggiunto poi l’attrice: «Sono diventata un’artista perché è l’unica professione che celebra cosa significhi vivere la vita. La gente spesso mi chiede: “Che tipo di storie vuoi raccontare, Viola?”, e rispondo: “Voglio riesumare quei corpi, quelle storie, le storie delle persone che sognavano in grande e non hanno mai visto quei sogno avverarsi. Le persone che si sono innamorate e hanno perso»

Ha ringraziato poi gli affetti più cari, i suoi genitori, la sua figlia adottiva, suo marito. Inoltre, ha voluto ringraziare il regista del film che l’ha portata alla vittoria Denzel Washington.

Ha confezionato, quindi, discorso decisamente atipico, pieno di emozioni, di dolcezza e voglia di dare e darsi al pubblico, con delle parole vere fino in fondo.

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