Abuso spirituale: combatterlo si può

La battaglia contro un'autentica violenza

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La spiritualità è un concetto strettamente personale. Al di là dell’educazione familiare che ognuno di noi riceve, l’affidarsi o meno a una figura celeste è un sentimento che viene totalmente dall’interno. C’è chi non crede in alcun essere soprannaturale, chi in un unico dio, chi in più divinità. Esistono persone che a prescindere dalle proprie caratteristiche personali, dimostrano una fede immensa. Spesso non solo in una religione e nei suoi dogmi, ma anche nell’esercizio che ne predica la diffusione. Eppure, quando si parla di fede, spuntano sempre fuori una serie di eccezioni che sembrano non poter aderire al termine. La chiesa promuove un messaggio d’apertura e accoglienza, senza però tenere da conto di alcune nicchie di persone. E’ spesso questo, il genere di di situazione che conduce all’abuso spirituale.

Che cos’è l’abuso spirituale?

Unire la parola “abuso”, con il termine “spirituale”, di certo fa drizzare le antenne di molta gente. I più scettici, magari, considereranno questo lemma come l’ennesimo neologismo volto a fare propaganda contro la chiesa cattolica. Invece, non si tratta di alcun tipo di propaganda. L’abuso spirituale esiste, ed è una vera e propria forma di violenza. E in quanto tale, va esplicata, conosciuta, al fine di poterla sconfiggere.

Tornando a noi, possiamo definire l’abuso spirituale come l’insieme di violenze che si attuano all’interno di un contesto religioso. Dunque, questa unità comprende violenze psicologiche, manipolatorie, fisiche, sessuali o di qualsiasi altro tipo. Purtroppo, è ormai noto che la chiesa non è per tutti un luogo sicuro, in cui trovare pace e conforto. Per molti, tristemente la frequentazione di questo luogo sacro può comportare conseguenze traumatiche non da poco.

La religione cattolica, promulga normalmente l’inclusione e il rispetto reciproco. Eppure, pare che certe categorie di persone non siano comunque degne, o perlomeno non sempre, di rientrare in questo abbraccio d’accoglienza. Tra queste, gli individui che spiccano di più sono sicuramente quelli facenti parte della comunità LGBTQ+. Sebbene la sensibilizzazione verso i loro fondamentali diritti umani sia sempre più in crescita, in certe direzioni sembra sempre e comunque di scontrarsi contro a un muro.

La protesta inglese

In Inghilterra, soprattutto in questo periodo, le persone hanno deciso di far sentire le loro voci in difesa delle vittime dell’abuso spirituale. Non a caso. Purtroppo si tratta di una grave problematica sempre più in crescita all’interno della nazione e anche in altre parti del mondo. L’omosessualità, per molta gente è ancora sinonimo di malattia o diversità in senso negativo. Nonostante le lotte per i diritti LGBT abbiano raggiunto molteplici traguardi, alcune realtà sono ancora dure a morire.

Quando un individuo viene manipolato, violato o violentato, si crea dentro di lui un vuoto, un lutto incolmabile e inconsolabile. Quando poi la tragedia viene imposta da qualcuno che amiamo, o che consideriamo un porto sicuro, il dolore si moltiplica. Alla causa, ha preso posizione anche il cantante e attivista Elton John.

“Il problema di molte chiese è che rifiutano totalmente l’apertura verso i membri della comunità LGBTQ+. Ciò, provoca dentro di loro un senso d’inadeguatezza e solitudine, che va a minare la loro salute mentale. Oltre ad aumentare i pregiudizi verso questa fetta della popolazione mondiale“. Spiega il cantante. In effetti, sebbene la storia s’insegni che discriminare non porta a mai a nulla di buono, le violenze sono ancora all’ordine del giorno in molti luoghi della Terra. E’ per questo che è importante parlarne, attraverso qualsiasi mezzo a noi disponibile.

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