Legambiente combatte, lo Stato condona e le costruzioni abusive sono circa 20 mila in più ogni anno

Non è un problema quello dell’abusivismo edilizio legato solo alla deturpazione del paesaggio, ma è un problema di sicurezza vitale per i cittadini.

In quest giorni, in cui l’Italia è stata travolta dal maltempo, ne abbiamo avuto una triste prova con la strage di Castedaccia. Nove le vittime nella villetta travolta dal fango dopo che il fiume Milicia è esondato.

La villetta doveva essere demolita, ma un ricorso al Tar dei proprietari non ha salvato loro la vita.

“Abbatti l’abuso” è la campagna attivata da Legambiente con l’obbiettivo di contrastare il problema di sempre dell’Italia (www.legambiente.it/abbattilabuso).

Ma se riuscire a censire e contrastare le costruzioni abusive è un’impresa non indifferente, ancor di più l’impresa diventa titanica allorchè il Governo continua con condoni edilizi. Inoltre, anche laddove ci sono ordinanze a non finire per l’obbligo di demolizione, raramente vengono applicae.

Nel 1983, 1994, 2003 la legge ha consentito sanatorie per le costruzioni abusive e c’è un ritorno anche per l’attuale Governo Lega-M5S.

Nel Decreto Genova, infatti, il Governo prevede il condono per Ischia e altre zone del centro Sud colpite da terremoti. Zone sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico e culturale. Non si potrebbe fare peggio.

In Italia i numeri dell’abusivismo edilizio sono impressionanti: siamo al 19,7%.

Si tratta sempre di stime basate sulle denunce in Procura, quindi i dati sono in errore per difetto.

Ed è dal Mezzogiorno che arrivano dati allarmanti, anche se il singolo caso è preoccupante di per sè per i rischi che comporta.

La regione capofila è la Campania, con un abusivismo edilizio pari al 50,6% per ogni cento costruzioni autorizzate dai Comuni della Regione, metà dovrebbero essere demolite.

La Calabria detiene il 46,6% e il Molise è al 45,8%.  

Il record per ecomostri sul lungomare appartiene alla Puglia e alla Sicilia, con oltre 700 scempi per chilometro quadrato.

Legambiente denuncia inoltre un caso eclatante che è quello della collina di Pizzo Sella, alle spalle di Mondello in Sicilia. Vi sono un milione di metri quadrati di costruzioni illegali su cui pende il rischio di disastri idrogeologici.

 

 

 

 

Un cane che si morde la coda. Il clima fa da padrone, Legambiente cerca di ribellarsi, i Governi spalleggiano i cittadini con i loro abusi e la popolazione piange per le vittime.

 

 

 

 

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