Abusi sessuali in Australia: le scuse del Primo Ministro

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Il primo ministro australiano Scott Morrison ha chiesto scusa alle vittime di abusi sessuali di tutta la nazione.

Oggi Scott Morrison a testa bassa ha presentato le scuse dell’Australia a tutti i minori vittime di abusi.

Un discorso atteso dall’abnorme numero di vittime e familiari doppiamente violentati dalle Istituzioni. Discorso che ad alcuni ha dato sollievo, ma molti l’hanno ritenuto non umano dopo che, il governo ha abbassato la cifra stabilita dalla Commissione Reale per il risarcimento alle vittime.

Toni più gravi di Morrison sono stati rivolti alla serpe in seno all’Australia, perchè il nemico dei bambini non è un estraneo, ma vive accanto. Parole ancora più aspre verso chi non ha accolto la denuncia dei bambini, ma si è trasformato in un altro carnefice.

Un’inchiesta sugli abusi durata circa cinque anni ha mostrato un volto del continente australiano davvero mostruoso.

E quel che è ancora più mostruoso è che ad abusare dei bambini sono state le istituzioni: Chiesa, scuola e associazioni sportive.

Da quando l’inchiesta della Commissione reale ha avuto inizio nel 2013 i numeri sono stati in ascesa senza sosta. La commissione è stata contattata da circa 15.000 persone e 8.000 vittime hanno raccontato la loro storia( superstiti al suicidio). Erano presenti quasi 2600 denunce presso le autorità e intanto 40.000 chiamate giungevano man mano che l’inchiesta prendeva piede.

Inoltre il numero che più è spaventoso, è quello delle Istituzioni macchiate dal crimine: 4000!

Tra le linee guida della Commissione Reale contro gli abusi, molte relative all’educazione dei minori e l’istituzione, con vigilanza governativa, di un ufficio nazionale per la sicurezza dei bambini.

Non solo, la Commissione Reale ha puntato più volte il dito contro la Chiesa. Ha richiesto l’abolizione del segreto confessionale qualora si possedessero informazioni su abusi e anche l’abolizione del celibato al’interno della Chiesa.

Il presidente della Conferenza episcopale australiana, l’arcivescovo Denis Hart, pur piegando anch’egli la testa scusandosi per gli abusi su minori commessi dalla Chiesa, ha fortemente difeso il sigillo della confessione, non ritenendo plausibile neanche la sola richiesta. Per quel che riguarda invece il celibato, ha ribadito che è una decisione che può arrivare solo dal Vaticano.

Adesso, finalmente, l’intervento del Governo sul problema degli abusi opera in prima linea.

 

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