Abu Dhabi minaccia di ritirarsi da accordo con Washington

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Abu Dhabi minaccia di ritirarsi da accordo con Washington

Abu Dhabi minaccia di ritirarsi da un accordo con Washington. L’accordo, firmato nel 2020 dall’allora presidente Donald Trump, prevede l’acquisto da parte degli Emirati di caccia F-35 e droni. La decisione di Abu Dhabi di ritirarsi dall’accordo porrebbe essere dovuta anche alle crescenti tensioni tra Washington e Pechino.

Perché Abu Dhabi minaccia di ritirarsi da un accordo con Washington?

Le tensioni tra Washington e Pechino mettono in crisi anche il rapporto tra gli USA e gli Emirati Arabi Uniti.  Abu Dhabi ha minacciato di ritirarsi da un accordo con Washington per l’acquisto di caccia F-35, droni Reaper e altre munizioni avanzate. L’accordo, dal valore di 23 miliardi di dollari, è stato siglato nel 2020 dall’allora presidente Donald Trump in relazione agli “Accordi di Abramo”. Formalmente, le ragioni della sospensione dell’accordo sono tecniche. Ma in realtà gli Emirati credono che le richieste di Washington di proteggere l’attrezzatura militare da eventuali operazioni di spionaggio cinesi siano esagerate.  

Gli USA vogliono procedere con l’accordo

Dal canto suo, Washington ha fatto sapere che intende procedere con la vendita dei caccia e droni F-35 e non nomina il “problema Pechino”. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che Washington ha condotto alcune revisioni dell’accordo. “Volevamo assicurarci, ad esempio, che il nostro impegno per il vantaggio militare qualitativo di Israele fosse assicurato, quindi volevamo assicurarci di poter fare una revisione approfondita di tutte le tecnologie vendute o trasferite ad altri partner nella regione, compresi gli Emirati Arabi Uniti“, ha affermato Blinken. “Ma penso che continueremo a essere preparati ad andare avanti se gli Emirati Arabi Uniti continueranno a voler perseguire entrambi questi obiettivi”, ha aggiunto.

Per Washington, quindi, il problema è la sicurezza di Israele. Nonostante gli Accordi di Abramo che nei giorni scorsi ha portato alla visita storica di un premier israeliano negli Emirati, Israele sarebbe felice se la vendita non si concretizzasse, in quanto riuscirebbe a mantenere un vantaggio militare contro gli avversari, Emirati inclusi.


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