Aborto negato a Malta: si teme per la vita della turista statunitense

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Aborto negato a Malta

Aborto negato a Malta. La pittoresca isola del Mediterraneo sta imponendo una legge severa che potrebbe costare la vita a un turista statunitense. In quella che è definita una “punizione crudele e insolita”. I medici di Malta infatti, sono accusati di “giocare” con la vita di una turista americana la cui vita è in bilico.

Aborto negato a Malta: qual è la vicenda?

Andrea Prudente e il suo partner Jay Weeldreyer erano in vacanza a Malta, nazione a maggioranza cattolica a sud dell’Italia. Quando la signora Prudente ha subito quello che sembrava un aborto spontaneo. L’americana, che è alla sua sedicesima settimana di gravidanza, è stata portata d’urgenza in ospedale con una forte emorragia. A detta dei medici, il bambino, stava bene. Ma le cose sono peggiorate rapidamente. Il giorno dopo, le acque della signora Prudente si sono rotte e un’ecografia ha mostrato che la placenta era parzialmente staccata dall’utero. E pertanto la sua gravidanza non era più possibile. Nonostante la presenza di battito cardiaco il feto non ha possibilità di sopravvivenza, perché non è rimasto liquido amniotico. Tuttavia i medici hanno detto a Prudente, 38 anni, della zona di Seattle, che non poteva abortire perché è illegale a Malta. L’aborto è illegale in tutti i casi a Malta. Per l’interruzione di gravidanza si rischia la reclusione fino a tre anni. Quindi l’unica opzione rimasta alla coppia è aspettare che il cuore del bambino smetta di battere. Nel frattempo, però, c’è un rischio molto concreto che la signora Prudente possa cadere vittima di un’infezione pericolosa per la vita mentre aspetta.

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Negare un diritto è anacronistico

La negazione di un diritto, è una cosa che stona con la nostra epoca. Negare la possibilità ad un essere umano di poter scegliere cosa fare è di fatto anacronistico. Soprattutto quando implica danno o pericolo grave alla salute della madre. Si poteva fare 90 anni fa, quando la società era diversa e sotto forte controllo delle religioni. Pensiamo all’influenza della Chiesa sugli italiani, ma oggi è impensabile. Perché negare all’altro la possibilità di scegliere sulla base di una convinzione? Se per una persona l’aborto può essere una cosa moralmente sbagliata, e per questo non la farà mai, non è giusto che si neghi ad un altro con idee diverse questa possibilità. Prendendo ad esempio un cristiano osservante, questi sarà contrario ad abortire. In quanto coerente con una sua convinzione. Ma perché dovrebbe proibire ad un altro di farlo? Certo, cercherebbe di convincerlo che sia sbagliato abortire, ed è giusto che tiri acqua al suo mulino, ma nessun uomo dovrebbe mai proibire ad un altro di decidere per sé stesso. Negare il diritto all’aborto significherebbe tornare indietro nel tempo ad una società non laica e con un’unica morale guida, cosa che ormai non è più possibile.