Abolizione dei test a Medicina: un percorso graduale

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Palazzo Chigi precisa che l’accesso libero alla facoltà di medicina è un obiettivo politico di medio periodo. Non sarà immediato

Il comunicato stampa del Consiglio dei ministri emesso lunedì sera parlava di un’immediata abolizione della prova d’accesso alla facoltà di Medicina, ma al Ministero dell’Istruzione sono tutti rimasti stupiti da questa notizia non veritiera.

L’abolizione test alla facoltà di medicina non sarà immediata

Subito infatti è arrivata la nota congiunta dei Ministri dell’Istruzione Marco Bussetti e Greta Grillo, Ministro della salute, che smentisce quest’applicazione così immediata. Hanno precisato di aver chiesto in sede del Consiglio dei Ministri di aumentare gli accessi e le borse di studio per Medicina. “È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il governo intende onorare”. I Ministri hanno sottolineato che l’abolizione dei test sarà un obiettivo da raggiungere tramite “un percorso da iniziare già quest’anno per gradi”. La ministra Grillo ha ricordato che l’idea di abolire i test c’è, “ma se toglierlo definitivamente adesso oppure andare progressivamente verso un’eliminazione questo ancora non lo possiamo dire. Ci dobbiamo confrontare con il Miur”.

La proposta dell’abolizione del test del ministro della Salute

La stessa Ministra Giulia Grillo aveva avanzato la proposta in un post pubblicato il 23 Settembre sul Blog delle Stelle in cui scriveva: “Da quando sono ministro della Salute mi sono subito concentrata sul tema della carenza di medici, ereditato da anni di disattenzione dei precedenti governi e da un’errata programmazione. Stiamo già lavorando su norme per il superamento dal numero chiuso in Medicina”. La proposta è nata anche dalla critica che lei stessa ha mosso dicendo: “Oggi il criterio non è assolutamente meritocratico e quindi dobbiamo incidere su questo”.  In quel post il ministro della salute aveva proposto specificatamente di introdurre il modello francese. Quest’ultimo prevede di abolire i test iniziali alla facoltà di Medicina e far entrare chiunque voglia provare a seguire quel tipo di studi. In un secondo momento il modello francese prevede l’introduzione di blocchi che permettano di far continuare il percorso solo a persone meritevoli.

Programma graduale

Negli ultimi due anni ai test di Medicina, la quale facoltà può accogliere circa 9.000 studenti, si sono presentati in 67.000 candidati. La selezione è unica e viene stilata una graduatoria nazionale. I rettori delle università hanno voluto sempre evitare il numero aperto poiché sarebbero in quel caso difficili da gestire anche le lezioni. L’università ora avrà bisogno di tempo per prepararsi all’inserimento di molti studenti tutti assieme. Dovrà gradualmente capire come poter gestire l’accoglienza di più studenti. Il programma che porterà alla totale abolizione dei test partirà dall’allargamento dei posti disponibili nella facoltà di medicina e dall’allargamento del numero di borse di studio rilasciate.

Reazioni

Il presidente dell’Iss ( Istituto Superiore di Sanità) Walter Ricciardi ha commentato dicendo che questa potrebbe essere solo una “decisione folle”. Enrico Galluni, coordinatore degli studenti ha commentato invece dicendo: “Bene l’intenzione, sosteniamo da anni che l’attuale sistema di accesso vada superato. Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito”. Il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri) invece, Pierluigi Marini ricorda che “l’abolizione del numero chiuso senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang. Se non si aumentano le borse di specializzazione assisteremo ad una nuova fuga di cervelli all’estero”.