“Abili, disabili, ma tutti diversamente abili”: il libro di Paola Binetti

Un approccio olistico e multiforme al problema della disabilità nel libro della Senatrice Paola Binetti.

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E’ stato presentato il 17 gennaio il libro della Senatrice Paola Binetti presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca “Giovanni Spadolini”. La Binetti, descrivendo un nuovo approccio alla disabilità, invita ad adottare un approccio per giungere a una piena legittimazione dei diritti umani

La Presentazione del libro

La pubblicazione proprio a ridosso del Testo unico sulle Malattie rare e della legge sulla disabilità. Trent’anni dopo la legge 104/92, modello e orgoglio per la tutela delle disabilità. Il problema è che sono passati ben trent’anni, la società è cambiata e molti problemi persistono. Nel libro la Senatrice invita a riflettere in maniera critica sul concetto di “diversità”, declinandolo nell’accezione di “diverse abilità”. “Oggi, in Senato” commenta Binetti “ho scelto di presentare il mio ultimo libro assieme alle associazioni di categoria, coinvolgendo anche l’impresa e la filiera dello sport”. La Senatrice ritiene urgente cambiare prospettiva sui diritti delle persone disabili. “Senza dubbio l’assistenza è essenziale e va potenziata ma non basta. È necessario, infatti, investire in maniera strategica e strutturale sull’inserimento lavorativo di queste persone, rendendole parte attiva della società”.

Non è solo una questione di parole

Si è sempre erroneamente pensato che la disabilità di una persona debba essere al primo posto rispetto alle altre caratteristiche della persona nella sua globalità. Fino a pochi anni fa, davanti ad un disabile vedo un disabile e descrivevo la persona come non “abile” nello svolgere determinate operazioni (portatori di handicap). Poi si è pensato bene di parlare di “diversamente abili”, considerando offensiva la precedente classificazione. Adesso, al di là di ogni classificazione, è necessario vedere la persona “disabile” innanzitutto come una persona. Poi il cittadino e solo dopo, come classificazione delle sue caratteristiche, si parla di “disabilità”. Questo capovolgimento di prospettiva è una conquista storica e segno di un riconoscimento della persona, a prescindere da tutte le sue caratteristiche specifiche. Con il riconoscimento della “sostanzialità” dell’essere umano, a prescindere dalle sue caratteristiche accidentali. Soltanto un incontro tra “logos” e “pathos” può consentire di comprendere l’umano nel suo essere sociale. Solo quando ciò che è dettato dalla ragione trova un luogo di incontro con la comprensione affettiva, si giunge al compimento dell’essere umano. Per capire le difficoltà di ognuno è fondamentale fare uno sforzo di coinvolgimento mettendoci “nei panni dell’altro”. Tutto ciò facendo esperienza e pensando a quanto sia difficile (in Italia più che altrove) prendere un bus per un disabile. Solo la consapevolezza della difficoltà rende ognuno di noi più vicino a chi ancora deve quotidianamente affrontare mille peripezie per svolgere le azioni più comuni.


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Nuove prospettive riguardo alla disabilità

Non bastano le leggi a garantire i diritti della persona. E’ vero che una sana legislazione garantisce libertà e uguaglianza ed è in grado di creare le condizioni per abbattere le diversità. fondamentale che ci sia un cambiamento di mentalità e di approccio da parte di tutta la società. Un progresso della politica spesso non è accompagnato da una crescita della società, sebbene spesso abbiamo assistito al processo inverso. Solo lavorando su molteplici piani è possibile interiorizzare la diversità nella sua relatività. Lo stesso concetto di “diversità” rientra quindi nel suo essere relativo. Proprio da qui deve partire un vero processo di inclusione da parte di tutti. Paola Binetti sostiene proprio che vi sia la necessità di “costruire una società inclusiva”. “Ogni giorno”, continua la Binetti, “dobbiamo scovare le tentazioni di esclusione dell’altro e capovolgere la prospettiva. Abbiamo bisogno degli altri e gli altri hanno bisogno di noi. Le nostre fragilità e i nostri difetti possono diventare gli agganci propositivi per creare legami forti, che aiutano noi e gli altri a superare le proprie debolezze e a colmare i propri limiti”.

Andare oltre il pietismo e il Capability Approach

Nel dibattito sulla disabilità è fondamentale quindi considerare, prosegue nel suo libro Paola Binetti, il concetto di “società inclusiva”. E’ fondamentale riconoscere le persone come esseri umani, al di là di ogni valutazione sulle capacità di ognuno e al “loro rendimento sul piano economico”. E’ necessario quindi “recuperare il protagonismo delle persone disabili”, come scrive la Binetti nel libro. In sostanza, non di assistenzialismo o di pietismo hanno bisogno le persone con disabilità, ma di una piena e concreta valorizzazione. Bisogna inoltre considerare, dice sempre la Binetti, che qualsiasi persona “sana” potrebbe diventare disabile per motivi più o meno contingenti. Proprio a questo punta il “Capability Approach”: lo sviluppo e la valorizzazione delle caratteristiche proprie di ogni essere umano, trasformando la disabilità in opportunità (per citare casi concreti possiamo ad esempio pensare ad Alex Zanardi, che diventato disabile vince tutto in handbike)

L’autrice Paola Binetti

Paola Binetti, neuropsichiatra infantile e professore emerito di storia della medicina è attualmente Senatore della Repubblica. È stata Presidente della Società Italiana di Pedagogia medica e membro di alcune tra le più prestigiose associazioni che si occupano di formazione nell’area psico-socio-sanitaria. Nell’attuale legislatura è vicepresidente della Commissione Speciale per i Diritti Umani e membro delle due Commissioni d’inchiesta. Ha presentato numerosi Disegni Di Legge e in particolare è stata relatrice della legge sull’Autismo. Autrice di oltre 300 articoli su riviste nazionali e internazionali e di 40 libri.