Abbandono dei genitori: un reato punibile col carcere

Al di là della coscienza

0
233

Per alcune persone, arriva quel momento della vita, nel quale c’è bisogno di un motivo. Una ragione per svolgere qualsiasi azione quotidiana. Una scossa che ci faccia rendere conto che il battito del cuore non è una funzione scontata e infinita. Magari, si sente che tutto ciò che s’intende svolgere o diventare, dev’essere condiviso, insegnato e trasmesso. A volte sono proprio queste le ragioni che spingono un individuo a mettere al mondo un bambino. Lo si fa sentendo dentro se stessi un amore troppo immenso per essere contenuto in un solo soggetto. Poi, succede che il figlio nasce. Cresce, in sincrono con chi l’ha mostrato alla luce. Col passare degli anni, i genitori potrebbero cominciare a sentirsi destabilizzati nel vedere quel cucciolo di umano trasformatosi in un adulto indipendente. Quado poi l’indipendenza prende il sopravvento fino ad arrivare all’abbandono dei genitori, le cose prendono decisamente una piega più grave.

Che cos’è l’abbandono dei genitori?

Una frase particolarmente ricorrente nella conversazione genitore-figlio, è “tu sei il bastone della mia vecchiaia”. Si fa riferimento alla figura del bastone non in senso punitivo, ma piuttosto come l’immagine del sostegno. Una persona anziana, inizia a sorreggersi col bastone nel momento in cui non riesce più a deambulare facilmente. Dunque, questo mezzo rappresenta un fedele compagno della vita di tutti giorni, che gli permette di svolgere le proprie azioni quotidiane in sicurezza e sicuramente con una minor fatica.

Quando la vecchia incalza, la solitudine e l’affaticamento cronico si fanno sempre più sentire. Si tiene sempre meno ai beni materiali, mentre ci si focalizza sempre di più sugli affetti. Si spera che coloro a cui si ha dedicato l’esistenza, si prendano cura di noi. D’altra parte però, si ha paura di disturbare il prossimo. Si ha il ricordo di cosa significhi essere giovani, avere dei sogni e delle aspirazioni. E si teme che la propria presenza rappresenti un ostacolo a questo ciclo naturale. Per questo, di frequente, ci si esenta dal chiedere aiuto. Eppure, a volte è inevitabile farlo.

Quando i genitori si ammalano

Nel momento in cui uno o addirittura due genitori si ammalano, perdono l’autonomia, oppure non hanno le risorse economiche per sbarcare il lunario, ciò che dovrebbe venire naturale a un figlio è prestare aiuto. Tuttavia, non sempre quest’ingranaggio si mette in moto in maniera funzionale. Anche quando una persona diventa a sua volta genitore, a stento smette di sentirsi esclusivamente figlio nei confronti di chi gli ha donato la vita. Questo meccanismo mentale, può portare all’abbandono dei genitori. In parte paragonabile all’abbandono di un minore.

Cosa dice la legge?

Al di là delle motivazioni mosse dalla coscienza, l’assistenza al genitore non è unicamente un dovere morale. Nel momento in cui un padre e-o una madre, per cause economiche e-o di salute non sono più in grado di gestirsi autonomamente, non possono assolutamente venire abbandonati. Al pari di un figlio a carico che ha diritto a un sostentamento e una vita dignitosa, lo stesso vale per l’adulto e l’anziano. Quando un solo genitore è in difficoltà e il rispettivo coniuge è in condizioni finanziarie e psicofisiche buone, allora è a quest’ultimo che spetta curarsi dell’altro.


Villaggio per malati d’Alzheimer: “Ohana significa famiglia”


Se invece uno dei due coniugi è venuto a mancare, o entrambi sono malati, allora le cose cambiano. In questo caso, saranno i figli a doversene prendere cura. Il rifiuto di tale dovere, può comportare la reclusione fino a un anno, oltre che una multa. In alcuni casi, sono i genitori a rifiutare il sostentamento da parte dei figli. Lo possono fare attraverso la compilazione di un apposito documento. Tuttavia, questa situazione non esonera chi dovrebbe curarsi del soggetto da eventuali oneri e responsabilità. Dunque, ricordiamoci che la vita inizia al momento della nascita, e finisce esclusivamente nel momento in cui abbandoniamo questa Terra. Sebbene i nostri sogni e aspirazioni siano importanti, la dignità e il rispetto sono d’altra parte diritti di qualsiasi essere umano, a prescindere dall’età. La vita non smette di costruirsi, finché respiriamo. Ecco perché in questo caso, legge e coscienza vanno di pari passo.

Commenti