A2261-BCG: una galassia sprovvista di buco nero

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A2261-BCG: una galassia sprovvista di buco nero

Gli astronomi hanno scoperto che quasi tutte le grandi galassie contengono un buco nero che ne domina il centro. Questi buchi neri sono detti supermassicci e sono oggetto di studi approfonditi. La loro provenienza è un mistero che la scienza mira a svelare. Come mira a svelare il mistero di A2261-BCG, una grande galassia sprovvista di buco nero.

Cos’è A2261-BCG?

A2261-BCG è un’enorme galassia ellittica. Fa parte di un ammasso di galassie chiamato Abell 2261 e si trova a circa 3 miliardi di anni luce dalla Terra, in direzione della costellazione di Ercole. Si stima che abbia un diametro di un milione di anni luce, il che la renderebbe circa 10 volte più grande della Via Lattea. È la più luminosa e massiccia dell’ammasso ed ha il più grande nucleo mai osservato, che si estende per più di 10.000 anni luce. Il 12 settembre 2012, il telescopio spaziale Hubble ha evidenziato la mancanza del buco nero supermassiccio al centro della galassia.

I buchi neri supermassicci

Non c’è ancora una teoria sull’origine dei buchi neri supermassicci che trovi riscontri adeguati. La comunità scientifica pensa che siano nati dopo l’esplosione di stelle molte antiche e dalla grossa massa. Col tempo sarebbero cresciuti, fagocitando stelle e gas in movimento nelle immediate vicinanze. A2261-BCG è una galassia con un diametro parecchio più grande rispetto a quello della Via Lattea, e dovrebbe contenere un buco nero di tutto rispetto. Dunque perché i ricercatori non riescono ad individuarlo?

Il buco nero di A2261-BCG

I buchi neri lasciano delle tracce. Le stelle nelle immediate vicinanze di un buco nero ruotano a grande velocità. Studiando i loro movimenti, possiamo dedurre la presenza del buco nero. Il telescopio Hubble ha scandagliato il nucleo A2261-BCG e non ha trovato indizi che confermassero la presenza di un supermassiccio. Si è così passati all’utilizzo di raggi x ed onde radio. Prima di finire nello “stomaco” di un buco nero, infatti, le stelle raggiungono temperature altissime ed emettono un bagliore sotto forma di raggi x ed onde radio.

Uno studio recente

Studiosi dell’Università del Michigan hanno usato il telescopio spaziale Chandra per scandagliare il nucleo di A2261-BCG. Nessun elemento che confermasse la presenza di un supermassiccio. Le conclusioni alle quali sono giunti gli studiosi del Michigan sono due. La prima è che il buco nero abbia inghiottito tutto ciò che gli gravitava nelle vicinanze. La mancanza di stelle che emettano radiazioni visibili, quindi, renderebbe difficile rilevare indizi della sua presenza. La seconda è che A2261-BCG si sia scontrata con un’altra galassia. L’impatto potrebbe aver scaraventato il buco nero nello spazio intergalattico, rendendo difficile individuarlo.

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