Rocco Hunt ha sbaragliato tutti tra le Nuove Proposte di Sanremo. Se la Giuria di qualità l’ha penalizzato, lui era fortissimo al televoto. Il rapper presenta a Tgcom24 il nuovo disco “‘A Verità” che uscirà il 25 marzo. Tra le collaborazioni i Tiromancino, Enzo Avitabile e Eros Ramazzotti. “Mi piacerebbe duettare con Giorgia ed Elisa”, confessa. Poi su Sanremo rivela: “Ho tifato per Giusy Ferreri, una alla mano. Gli altri Big se la tiravano”.

Educato, posato e gentile il rapper ha esordito con molto orgoglio parlando di “‘A Verità”: “Il disco è nato prima della partecipazione al Festival di Sanremo. Sono fiero, a 19 anni, di essere riuscito a portare a casa tante e bei duetti con i grandi nomi della musica. Ci tengo anche a dire che tutte le collaborazioni sono umane”.

In che senso “umane”?
Sono tutte nate spontaneamente. Come l’incontro con Eros Ramazzotti. Mi trovavo nel suo studio per incidere la cover di ‘Un giorno credi’ di Edoardo Bennato. Lui è passato ha sentito le armonie e se ne è innamorato. ‘Questa la voglio cantare anche io!’ mi ha detto. E io ero al settimo cielo. Poi anche il brano che dà il titolo al disco con Enzo Avitabile e il suo sax inconfondibile è nato per caso. Conosco i Cosang e Enzo è lo zio di Ntò. Così grazie a loro siamo entrati in contatto.

Con Clementino ormai siete l’orgoglio di Napoli, come canti in “Ce magnamm”…
La roba pazzesca è che quando sono andato al quartiere Furcella di Napoli, le mamme mi fermavano e dicevano ‘grazie a voi che avete tolto dalle orecchie dei nostri figli la musica neomelodica’!

C’è stato tanto tifo per te a Salerno, la tua città?
Non hai idea. Mi hanno raccontato che nelle pizzerie ma anche nelle discoteche, quando era il momento di votare per me tutto si fermava e si invitavano i presenti a mandare un messaggino con il mio numero per farmi volare in classifica. Una bellissima cosa e devo tanto alla mia città.

E se dovessi arrivare primo in classifica e vincere il disco d’oro?
Ho già deciso che il disco d’oro lo appenderò in ‘ciampa di cavallo’ (una piazza a forma di cavallo di Salerno, ndr). Il luogo di aggregazione, dove ho iniziato a fare free style. E’ giusto così.

Cosa ti ha spinto a far rap?
La “fame”, l’ambizione. A 15 anni lavoravo in pescheria, a 17 anni le prime serate in piazza davanti alle famiglie e in quel momento avvertivo il peso della responsabilità verso quello che dicevo e volevo comunicare. Ho preso il diploma di ragioneria e cerco di studiare da autodidatta.

Canti molto del sociale, ma molti tuoi coetani sono lontani dalla politica. Perché?
Io nel mio piccolo e tramite queste canzoni cerco di avvicinare i ragazzi alle problematiche che ci circondano. Ma mi rendo conto che la politica al Sud è stata per anni assente e la gestione disastrosa, la Terra dei Fuochi ne è un esempio ma ci sono altri mille problemi. Dal lavoro ai soldi che mancano…

Renzi può riuscirci a risolvere questi problemi?
Io me lo auguro. E se ci riuscisse sarei il primo ad esserne felice.

Se pensi al Festival che ricordi ti vengono in mente?
Lo stupore del pubblico dell’Ariston, la mia emozione e anche qualche Big che se la tirava un po’ troppo. Cioè quasi tutti.

Per chi facevi il tifo?
Per Giusy Ferreri. Straordinaria. Ho visto che parlottava con mia mamma e le faceva i complimenti… Ho subito tifato per lei!

A proposito di donne, con chi ti piacerebbe collaborare?
Giorgia ed Elisa. Le ammiro per la loro storia e per la musica che fanno. Elisa poi con il brano della colonna sonora di “Django” di Tarantino è stata straordinaria.

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