A Torino proiettili in una busta al giudice per l’inchiesta No Tav

Stamattina è arrivata una busta al giudice Bonu. Si era occupata dell'inchiesta sui No Tav.

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A Torino proiettili in una busta

A Torino questa mattina è stata recapitata una busta con due proiettili calibro 9 x 21 al tribunale di sorveglianza di Torino. Il tutto era indirizzato a Elena Bonu, il giudice che di recente ha firmato l’ordinanza che ha negato le misure alternative alla detenzione per la portavoce del movimento No Tav, Dana Lauriola. La Digos ha avviato le indagini.

A Torino proiettili in una busta

Chi è l’attivista Dana Lauriola

La busta che conteneva i due proiettili non ha mittente né un messaggio di rivendicazione. Sembra però evidente il collegamento con la lotta contro l’alta velocità che ha caratterizzato la militanza di Dana Lauriola. La donna 38enne è portavoce del movimento No Tav e attivista del centro sociale Askatasuna. Agenti Digos si sono presentati alla sua abitazione di Bussoleno, in Val Susa, di fronte alla quale i No Tav avevano dato vita a un presidio permanente contro la decisione del tribunale di Torino di respingere la richiesta di misure alternative per la donna. Dana è stata condannata in via definitiva a due anni per un episodio del 3 marzo 2012. Proprio in quella data, infatti, circa 300 persone bloccarono il casello di Avigliana della Torino-Bardonecchia permettendo alle vetture di passare senza pagare il pedaggio.

A Torino proiettili in una busta - Dana Lauriola

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Torino, proiettili in una busta: i No Tav negano la propria responsabilità

Una giudice “conosciuta per il suo sadismo”. Così, alcune settimane fa, un sito antagonista definiva Elena Bonu, il magistrato del tribunale di sorveglianza di Torino che ha ricevuto la busta con i proiettili. Il testo era un commento alla decisione di non concedere a Dana Lauriola misure alternative alla detenzione dopo una condanna.
“Che noia. Puntuale come una cambiale arriva la busta con il proiettile, un rituale inutile e prevedibile che ci annoia a livelli incredibili”. Con questo intervento sui social, il movimento No Tav prende le distanze dall’invio di questa busta. “Ci annoiano i fantomatici postini al pari dei giornalisti che dopo tutto questo tempo fanno ancora articoli sulla busta e sul calibro. Ci sarebbe da ridere se non fosse la noia a prevalere in queste situazioni”.

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