A tempo di tango: recensione dell’ultimo romanzo di Mario Abbati

"A tempo di tango" è l'ultimo romanzo dello scrittore romano Mario Abbati. Un libro in cui si mescolano diversi generi, così come nel "pangioco", nucleo della storia, convivono schemi differenti.

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A tempo di tango

A tempo di tango – Scacco matto a Buenos Aires è l’ultimo romanzo di Mario Abbati, pubblicato tramite la piattaforma Bookabook.

A metà tra il giallo e il dramma, A tempo di tango è una storia sul tempo e sul destino. Ma, soprattutto, sul potere di riprendere in mano la propria vita. Al centro di tutto, oltre al tango (già nucleo dei precedenti romanzi dello scrittore romano), troviamo il pangioco. Un oggetto molto particolare, intorno al quale ruota l’intera vicenda.

Che cos’è il Pangioco?

Il pangioco (panjuego in lingua spagnola) è un oggetto a metà tra un’opera d’arte e un gioco di società. Creato negli anni ’30 dall’artista argentino Xul Solar, il gioco è apparentemente simile agli scacchi, ma in realtà se ne discosta parecchio. A cominciare dal fatto che il panjuego non ha delle regole definite. Assemblando le particolarissime pedine sulla scacchiera, è possibile comporre frasi di senso compiuto nella panlengua, idioma inventato dallo stesso Xul Solar.

Attualmente, il pangioco si trova in un museo di Buenos Aires, e nessuna persona vivente è in grado di giocarci. Pochissimi ebbero il privilegio di conoscere lo schema dietro il misterioso gioco. Tra questi Lita, la moglie di Solar, e il celeberrimo scrittore Jorge Luis Borges, grande amico dell’inventore.

Trama

Nel romanzo si respira la stessa atmosfera misteriosa e vagamente esoterica che avvolge la storia del panjuego. A tempo di tango racconta di Toni De Mastrangelo, maestro di tango italiano che ha investito tutte le proprie risorse nella sua unica, grande passione: il celebre ballo argentino. Nel giro di poche settimane, però, tutte le certezze di Toni sembrano sgretolarsi. La sua compagna lo lascia all’improvviso e s’innamora subito di un altro uomo, lo smarrimento di alcuni importanti documenti lo costringe a chiudere la scuola a tempo indeterminato. Ad un tratto, la sua vita sembra dominata da una serie di straordinarie coincidenze che, nel libro, prendono il nome di sincronicità. Ma il più importante di questi singolari eventi è proprio il causale ritrovamento del pangioco, rubato dal museo di Buenos Aires dove stazionava e finito chissà come in un negozietto di Roma.

La sincronicità condurrà il protagonista proprio a Bueno Aires, città dei sogni per ogni maestro di tango. Ed è lì che Toni avrà l’opportunità di riprendere il controllo sulla propria vita.

Il tempo, il caso e la volontà

Il romanzo scorre sui binari di un tempo non lineare, dove passato e presente si mescolano e gli eventi si ripropongono sempre simili, sebbene apparentemente differenti. Eventi che sembrerebbero dominati dalla casualità, ma che dipendono in realtà dalla volontà dell’individuo. Questa volontà è così potente da influenzare gli avvenimenti esterni e il tempo stesso. Ciò che sembra solo un’incredibile coincidenza, è in realtà sempre il frutto del potere straordinario della mente.

Il tango

A tempo di tango

Il libro è, naturalmente, ricco di puntuali riferimenti al tango e alla cultura porteña. Gli appassionati del celebre ballo argentino si ritroveranno piacevolmente tra le pagine del romanzo. Mario Abbati dimostra di essere un vero esperto in materia. La sua prosa, d’altro canto, è scorrevole e leggiadra proprio come i passi di una coppia di ballerini. Ciò rende la lettura piacevole anche per chi è nuovo al mondo del tango e della cultura argentina, e tra le pagine di questo libro potrebbe apprendere qualcosa di più.

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