A SEMAFORI SPENTI – Daniel Ricciardo, non solo sorrisi

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Con un sorriso indimenticabile e un talento raro, Daniel Ricciardo si è fatto spazio nel mondo delle corse partendo dall’Australia occidentale fino ad arrivare al panorama internazionale di Formula 1.
Una passione nata grazie al padre, consapevole fin da subito del grande talento del figlio ma spaventato dalle difficoltà di un mondo pressoché sconosciuto e comunque lontanissimo dall’Australia tranquilla che aveva cresciuto Daniel.
“Vedevo la sua passione, e anche il suo talento, ma conoscevo quel mondo e sapevo quanto fosse duro, e quanto difficile potesse essere la strada, soprattutto partendo dall’Australia occidentale”, racconta infatti il papà Joe in una delle sue poche interviste.
Ma al giovanissimo Ricciardo non sono mai interessate le paure degli altri: ha raccolto le sue cose ed è partito senza pensarci troppo ed è partito in vista dell’Europa, terreno ben più attivo nel settore delle competizioni automobilistiche.
Il grande punto di svolta per il ragazzone australiano è però arrivato nel 2012 quando è stato promosso da collaudatore a pilota titolare in casa Toro Rosso. Con la scuderia di Faenza ha corso tre stagioni ottenendo grandi risultati e ancore più grandi aspettative. Non ci è voluto molto perché il suo nome cominciasse a comparire tra quello dei grandi, chiacchierato e cercato da molte scuderie. Nel 2014 la casa madre Red Bull ha capito che non avrebbe dovuto lasciarselo scappare e gli ha così dato la macchina prestazionale che aveva sempre voluto. Gli ultimi tre anni non sono stati però a livello del monopolio Red Bull del periodo precedente, con problemi di affidabilità e una monoposto non all’altezza di Mercedes e Ferrari.
Ricciardo non ha comunque avuto problemi a dimostrare il suo valore portando a casa 5 vittorie e 27 podi in un totale 129 GP in carriera.
Nel finale di questa stagione si è parlato moltissimo di lui e del suo futuro. Il 2017 è stato infatti un anno strano e probabilmente molto deludente: un grande inizio, con molti podi e una vittoria inaspettata a Baku mentre il suo giovane compagno di squadra Max Verstappen vendeva l’anima per riuscire a concludere un Gran Premio senza problemi di affidabilità o incidenti.
La situazione si è però ribaltata completamente quando l’olandese ha iniziato a dimostrare il suo valore e il talento innato e Ricciardo si è trovato a dover affrontare una serie di ritiri davvero inaspettati. Ultimo e più doloroso quello ad Abu Dhabi proprio durante il Gran Premio dei saluti a fine novembre.
Il 2017 quindi è stato più l’anno di Verstappen che di Ricciardo in casa Red Bull, l’anno della giovane promessa che nel bene e nel male ha sconvolto gli equilibri del mondiale ed è stato coinvolto, da terzo, in una sfida davvero epocale. Il simpatico australiano è passato ingiustamente in secondo piano, lasciando a Verstappen l’onore che il suo talento sicuramente merita. In Red Bull però non sono mai stati troppo attenti a gestire gli equilibri tra piloti e hanno così proposto al giovane olandese un contratto triennale da capogiro senza replicare la situazione con il compagno di squadra.
Ci è voluto davvero pochissimo per scatenare la stampa e il mondo dei paddock sul futuro, a questo punto incerto, di Daniel Ricciardo. Dopo il 2018 dove andrà? Gli basterà una carriera da secondo pilota o vorrà qualcosa di diverso?
“Non c’è fretta, non mi sono dato alcun ultimatum – ha scritto il ragazzone dal sorriso d’oro sul blog della Red Bull – è una decisione molto importante per me, quindi mi prendo il tempo necessario. La mia idea è quella di restare ancora molto tempo in Formula 1: se firmerò un triennale, sarà buona parte di quanto mi resta da correre. Quello che posso dire con certezza è che non sarà fonte di distrazione”.
Vedremo quindi cosa deciderà di fare il pilota del suo futuro, sperando che possa trovare il posto giusto per dimostrare il suo enorme talento. Quest’anno è stato il re dei sorpassi, con ben 43 overtaking pieni di quello stile che l’ha sempre contraddistinto. Nessuno come lui.
Nel passato, nel presente e con ogni probabilità anche nel futuro di Ricciardo ci sono stati colpi di scena e sorprese, tante vittorie e delusioni, tante passioni diverse, tanto talento.
Di Daniel Ricciardo ricorderemo sempre il sorriso, la spontaneità, la capacità di vivere con ironia in un mondo spesso pericoloso e sempre competitivo. Ma dello stesso ragazzo australiano ricorderemo i sorpassi, le vittorie, le sfide.

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