A rischio il Sapporo Snow Festival

La mancanza di precipitazioni nevose in Giappone è senza precedenti. Il cambiamento climatico mette a repentaglio il più grande festival nipponico delle sculture di ghiaccio

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Tokyo. L’annuale Sapporo Snow Festival è il maggiore evento turistico nipponico, capace di attrarre ogni anno oltre due milioni di visitatori nella parte più a Nord del Giappone, nella Prefettura di Hokkaido. Nonostante i festeggiamenti si siano aperti il 31 Gennaio con la crescente angoscia per l’epidemia di coronavirus scoppiata in Cina, a minacciare la prosecuzione del festival sembra soprattutto l’effetto del cambiamento climatico, che costringerà gli organizzatori a importare neve artificiale per le annuali sculture di ghiaccio e piste innevate.

Già l’anno scorso le stazioni meteo nazionali avevano registrato a Sapporo un triste primato, con precipitazioni nevose molto inferiori alla media nazionale. Nel Dicembre 2019, le nevicate sono state le più scarse di tutta la Costa Nipponica dal 1961, anno in cui l’Agenzia Meteorologica ha iniziato a tenere i rapporti.

La mancanza di neve associata a un insolito rialzo termico, mette a repentaglio l’organizzazione stessa del festival costringendo i coordinatori a trovare altri stratagemmi per assicurare la realizzazione delle oltre 200 sculture in programma, come trovare altre fonti e trasportarla dalle vicine località innevate.

L’inverno particolarmente caldo ha avuto un altro effetto non trascurabile, ossia quello di anticipare di un paio di mesi la fioritura dei ciliegi, che segna l’inizio della primavera con l’hanami (in giapponese “osservare i fiori”), evento “simbolo” del Giappone e celebrato in tutto il Paese. Solitamente, la “stagione” dei ciliegi inizia verso la metà di Marzo e prosegue per tutto il mese di Aprile e il fascino particolare della fioritura spinge ogni anno milioni di turisti a prenotare in anticipo voli e alberghi per non perdersi questo spettacolo naturale. 

Senza contare il fatto che la mancanza di neve ha impedito a molte località turistiche di aprire le proprie piste, creando gravi danni per l’economia delle piccole comunità coinvolte.

Ad ogni modo, gli organizzatori stanno facendo il possibile per garantire che anche quest’anno – dopo 70 anni dalla prima edizione – si possano costruire le magiche e gigantesche sculture di ghiaccio, diverse per ogni Sapporo Snow Festival
La scultura principale per l’edizione 2020 sarà una gigantesca ciotola diRamencon i Noodles, tradizionale pasta giapponese, di 15 metri di altezza e 20 metri di larghezza, per un totale di 30’ooo tonnellate di ghiaccio.

La mancanza di neve è senza precedenti” ha detto Yumato Sato, uno degli organizzatori del festival che ha spiegato: “Siamo costretti a portare la neve da altre zone” come ad esempio Niseko, località sciistica a circa 60 chilometri da Sapporo.

A peggiorare la situazione la considerazione che solo un particolare tipo di neve è perfetto per la realizzazione delle opere di ghiaccio: dev’essere incontaminata e non deve sciogliersi facilmente, “Altrimenti potrebbero crollare” ha aggiunto Sato.

Le città a Nord del Giappone hanno sempre ospitato i festival della neve, ogni anno” ha detto Sunao Kinoshita, 75enne di Osaka, aggiungendo con rammarico “Sarebbe una vergogna se questi eventi finissero” a causa del cambiamento climatico.

Sulla questione si è espresso anche il Governatore di Hyogo, Toshizo Ido, dicendo “Non è che non abbiamo abbastanza neve. Non abbiamo proprio neve. È grave, ed è un disastro”.

Tra gli organizzatori, la speranza è quella di riuscire a garantire non solo l’edizione 2020 – la 71esima – ma di continuare la tradizione del festival anche in futuro. A tal proposito, Sato ha aggiunto: “Questo è dovuto al clima, quindi dobbiamo iniziare a pregare”.

Una statua delle precedenti edizioni

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