A patti col Diavolo- La leggenda del ponte di Lanzo.

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Sorge nel comune montano di Lanzo Torinese il Ponte del Diavolo.La leggenda,che ha ispirato canti e poesie, è alquanto interessante e rientra fra le credenze popolari più famose del Piemonte.

 

La struttura e la storia.

Il ponte è ,ancora oggi, oggetto di studio per l’incredibile valore architettonico e storico. E’  caratterizzato da un unico arco gotico,lungo 65 m , largo 35 m e alto 15 metri.Possiede,inoltre, una gittata a schiena d’asino lunga 37 m. Oltre ad avere un forte impatto estetico,il ponte fungeva da collegamento fra il borgo e i monti circostanti.Unisce,infatti, il Monte Basso e il Monte Buriasco. Secondo una ricerca condotta dal quotidiano la Repubblica, il ponte del Diavolo si collocherebbe tra i trenta ponti più belli d’Italia

Venne costruito l’1 Giugno 1378.La Credenza di Lanzo,presieduta dal castellano Aresmino Provana,deliberava la sua costruzione.Il ponte,nella sua indubbia utilità,non fu una spesa da poco: costò ben 1400 fiorini e fu imposto un dazio sul vino per dieci anni.

 

La Leggenda 

L’audace costruzione di questa antica e meravigliosa struttura architettonica ispirò la fantasia popolare. Si racconta infatti che ,dopo svariati tentativi falliti,i lanzesi chiesero aiuto proprio al Diavolo per erigere il ponte. Strinsero,dunque,un patto col demonio.In cambio,però,egli chiese l’anima del primo essere umano che passasse sull’impalcatura. Il patto fu fatto e il ponte non crollò.Ma gli abitanti decisero erroneamente di ingannare il diavolo: al posto di un uomo,fecero trovare un sacco,forse un cane,forse una forma di formaggio. Questo tentato inganno fece adirare il diavolo che raggiunse Lanzo e passo il ponte con un solo passo. Si può infatti notare ”l’orma del diavolo” di fronte alla cappella di San Rocco. Le sue zampe,guidate dalla rabbia,vennero sbattute violentemente sulle rocce formando  le caratteristiche “Marmitte dei Giganti”.L’arco costruito sul ponte viene visto come un portone atto a  tenere il demone furioso lontano dal borgo.

 

Il ponte,fra i più beli d’Italia,offre una panoramica suggestiva sui monti circostanti e vede una grandissima affluenza di visitatori e turisti. Nell’Ottocento fu cantato dal poeta e politico  Giovanni Prati e dal drammaturgo Angelo Brofferio, nel Novecento,invece, dal poeta torinese Nino Costa. 

Nelle immagini presenti,scattate dal fotografo Davide Boccardo ,è possibile vedere il panorama meraviglioso . Nonostante la leggenda, è  un luogo paradossalmente paradisiaco dove poter fare un pic nic e passare il tempo libero immersi nel verde.

 

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