lunedì, Marzo 9, 2026

A Palazzo da Mosto “Opus in fieri”: la bi-personale di Federico Branchetti e Fabio Iemmi tra materia e potenzialità

Dopo la mostra di Nazzarena Poli Maramotti, le sale quattrocentesche al piano terra di Palazzo da Mosto (via Mari 7, Reggio Emilia) ospitano, dal 17 gennaio all’8 febbraio 2026, la bi-personale degli artisti reggiani Federico Branchetti e Fabio Iemmi, dal titolo “Opus in fieri”. L’esposizione è organizzata e promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani e curata da Greta Martina.

Il percorso mette in dialogo due ricerche diverse per generazione e linguaggio, ma unite da un punto fermo: la materia intesa come centro, strumento e soglia, capace di custodire un gesto che non si è ancora compiuto del tutto.

Una riflessione sul “prima” dell’opera

“Opus in fieri” nasce come riflessione sul concetto di potenzialità, quel momento sospeso che precede la piena manifestazione del gesto artistico. Secondo la curatrice Greta Martina, Branchetti e Iemmi “dimorano” proprio in questa indeterminatezza, trasformandola in campo di lavoro, in metodo e in forma. La materia diventa così principio guida, coordinata tangibile del creare, ma anche territorio vivo in cui il processo resta visibile.

Federico Branchetti: “Liminale” tra scultura, gravità e movimento

Il progetto di Federico Branchetti (Reggio Emilia, 1994), intitolato “Liminale”, si sviluppa nelle prime due sale del piano terra e presenta una selezione di opere inedite, realizzate appositamente per la mostra.

Tra i lavori esposti spicca la grande scultura in argilla cruda “L’Uomo del Fiume II”, modellata direttamente negli spazi museali, e la serie dei “Disegni simultanei”, realizzati durante viaggi in treno e in auto: disegni eseguiti senza sosta per l’intero tragitto, come se il movimento stesso diventasse parte dell’opera.

Nella poetica di Branchetti, disegno e modellazione della figura umana diventano strumenti per un’indagine sulla grammatica della scultura: gravità, peso, tensione tra masse e spazio, rapporto tra volumi e ambiente. È un lavoro che interroga la forma nel suo farsi e nel suo stare al mondo, mettendo in primo piano la dimensione fisica e la vulnerabilità della materia.

Fabio Iemmi: “Metacantieri” e la vibrazione concettuale della materia

Nelle ultime due sale trova spazio il progetto di Fabio Iemmi (Montecchio Emilia, 1952), intitolato “Metacantieri – Vibrazioni sonore della materia”. L’allestimento propone una sequenza di opere materiche a parete, con inediti, e l’installazione “Codici”: opere tessili realizzate su catene Gobelin e jacquard, con titoli in lana, lino e lurex.

La ricerca di Iemmi si muove tra dimensione concettuale ed estetica della materia, con una predilezione per tecniche e materiali che richiamano gli apparati superficiali dell’architettura. Madreperla e inerti da pietre semipreziose, polveri metalliche, terre naturali, intonaco, carta giapponese, lacche: elementi che diventano “pelle” contemporanea, rielaborata attraverso pratiche come pittura su muro, graffito e strappo.

Le opere di Iemmi sono pensate come organismi vivi, soggetti a metamorfosi anche dopo la realizzazione: trasformazioni e degenerazioni dei materiali continuano a lavorare nel tempo, rendendo l’opera un processo in corso più che un oggetto definitivo.

La materia come custode del possibile

Il dialogo tra Branchetti e Iemmi converge su una visione comune: la materia non è solo mezzo, ma custode di potenzialità in divenire. È centro e oggetto, stabilisce tempi e modalità della realizzazione, ma anche le coordinate dello spazio in cui ci muoviamo e immaginiamo. In questa prospettiva, “Opus in fieri” diventa una mostra sul fare e sul non-finito, sul gesto che nasce, prende forma, e resta aperto.

Gli artisti

Federico Branchetti (Reggio Emilia, 1994) ha studiato Scultura con Davide Rivalta, Antonio Violetta e Massimo Bartolini all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2023 è stato finalista alla 62ª edizione del Premio Faenza. Testi e approfondimenti sul suo lavoro sono apparsi su diverse testate di settore.

Fabio Iemmi (Montecchio Emilia, 1952) ha partecipato a progetti di studio e sviluppo culturale in Italia e all’estero, collaborando anche con istituzioni in Cina. Ha all’attivo numerose esposizioni e interventi site-specific, oltre a collaborazioni con aziende e realtà di rilievo, tra cui Poltrona Frau e Max Mara Group.

Informazioni mostra

  • Titolo: Opus in fieri
  • Artisti: Federico Branchetti / Fabio Iemmi
  • Sede: Palazzo da Mosto, via Mari 7, Reggio Emilia
  • Date: 17 gennaio – 8 febbraio 2026
  • Curatela: Greta Martina
  • Organizzazione e promozione: Fondazione Palazzo Magnani
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