A Palazzo Braschi Klimt e l’esperienza in Italia

L'esposizione mette in evidenza il ruolo dei viaggi nel Belpaese nella formazione del pittore austriaco

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I viaggi in Italia di Gustav Klimt e l’influenza del Belpaese nella sua opera sono una sezione del percorso allestito a Palazzo Braschi. La mostra sul pittore austriaco in programma a Roma fino al 27 marzo ha avuto finora un buon riscontro di pubblico.


Intelligenza artificiale per Klimt e i colori delle “Facoltà”


Com’è strutturata la mostra allestita a Palazzo Braschi?

L’esposizione è organizzata in sedici sezioni che presentano la crescita e l’evoluzione dello stile di Gustav Klimt. Da giovane a Baumgarten, vicino a Vienna, il pittore comincia a realizzare dipinti storici. Nel 1890 si stacca quindi dalla rappresentazione di genere che si inserisce nell’arte ufficiale, convenzionale, e sceglie la strada dell’Espressionismo. Nel 1897 promuove con altri 18 talenti la Secessione viennese in contrasto con le norme statali sui modi di vivere l’esperienza artistica. Alcune parti della mostra sono incentrate su opere di particolare interesse nelle vicende personali e creative dell’artista.

I viaggi nel Belpaese tra 1899 e 1903 alla mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia”

Il periodo trascorso spostandosi tra le città italiane è formativo per il pittore che apprezza i paesaggi e il patrimonio artistico del Balpaese. Alcune cartoline autografe raccontano il viaggio, le emozioni dell’artista che intanto frequenta Alma Schindler. Le carte postali sono indirizzate a Emilie Flöge a Vienna. In una parla dell’entusiasmo provato alla vista dei mosaici ravennati.

“Giulitta” e “La sposa” in mostra a Palazzo Braschi

La mostra a Palazzo Braschi riunisce 200 opere dell’artista e dei talenti della sua cerchia. Sono dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture. Alcuni dei capolavori sono prestiti eccezionali, come “La sposa” (1917-18) che per la prima volta lascia la Klimt Foundation. “Giulitta” invece è diventata il simbolo di erotismo e sessualità e propone una riflessione sul rapporto tra uomo e donna. C’è anche “Ritratto di Signora” (1916-17), trafugato dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato nel 2019.