A Michelangelo viene commissionata la Pietà

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Il 27 agosto 1498 Michelangelo firmò il contratto con cui il cardinale francese Jean de Bilhéres gli commissionava la scultura marmorea conosciuta come la “Pietà”.

Momento importante e fondamentale, perchè ci ha lasciato un’eredità incredibile, di grande valore artistico.

La commissione della Pietà

Durante il primo soggiorno romano dell’artista, tra il 1496 e il 1501, Michelangelo, poco più che ventenne, aveva stretto amicizia con il banchiere Jacopo Galli.

Amicizia importante ed influente, che gli valse il suo ingresso presso il Vaticano e le famiglie influenti romane.

In questo contesto proprio il cardinale francese ambasciatore di Carlo VIII presso Papa Alessandro VI gli commissionò la magnifica scultura.

Una volta stabiliti i termini di consegna dell’opera, Michelangelo, in sella a un cavallo baio, si diresse alle cave di Carrara per scegliere un blocco di marmo adeguato, per qualità e dimensioni, al suo lavoro.

La collocazione della statua

Una volta ultimata la statua, nel 1499, si pensò di collocarla subito in Santa Petronilla, per la quale era destinata.

Poco prima del 1517 l’opera fu trasferita nella sagrestia della basilica di San Pietro in Vaticano e poi, nel 1568, spostata nel vecchio coro sistino, quindi sull’altare dei Santi Simone e Giuda.

Ma ancora non risultava essere la collocazione definitiva, visto che nel 1626 fu trasferita nel nuovo coro.

La sistemazione attuale, a destra dell’entrata, risale al 1749.

La Pietà di Michelangelo: il suo stile

Guardando la bellezza della scultura marmorea non si può non notare la delicatezza del corpo del Cristo adagiato sul grembo materno.

In questo modo Michelangelo superava la rigidità delle rappresentazioni precedenti conferendo un aspetto realistico all’opera.

La sporgenza rocciosa su cui è seduta la Vergine ricorda la sommità del monte Calvario.

Ma ciò che sorprende di più è l’accuratezza del modellato anatomico, ben visibile nel dettaglio della carne tra il braccio e il costato.

La straordinarietà dell’arte di Michelangelo è evidente proprio nel rendere leggera la pietra, nel trasmettere lo stato d’animo alle sue opere.

Ammirandola, si fa fatica a pensare ad una scultura marmorea.

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