A Merano Arte l’indagine sulla traduzione anche dei segni

"The poetry of translation" è la mostra che dal 13 novembre presenta i lavori di artisti internazionali

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Merano Arte
Bruno Munari, Supplemento al dizionario italiano, (Corraini Edizioni 2006) © 1963 Bruno Munari. Tutti i diritti riservati alla Maurizio Corraini s.r.l.

Quest’autunno Kunst Meran Merano Arte indagherà l’appassionante fenomeno
della traduzione attraverso una mostra collettiva. A “The poetry of translation” espongono 30 artisti con oltre 70 lavori capaci di far luce sul processo della traduzione.


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Chi sono gli artisti che partecipano all’evento di Merano Arte?

Per la prima volta, saranno messe in relazione le opere Annika Kahrs, Anri Sala, Babi Badalov, Ben Vautier. Saranno in mostra anche: Carla Accardi, Cerith Wyn Evans, Christine Sun Kim & Thomas Mader, Ettore Favini, Elisabetta Gut, Franz Pichler. Le creazioni di Irma Blank, Jorinde Voigt, Kader Attia, Katja Aufleger dialogheranno coi lavori di Ketty La Rocca, Kinkaleri. Inoltre, partecipano Lawrence Abu Hamdan,
Lawrence Weiner, Leander Schwazer, Lenora De Barros, Maria Stockner,
Mirella Bentivoglio, Siggi Hofer, Slavs and Tatars, Tomaso Binga.

Il Trentino Alto Adige e il multiculturalismo

L’evento trae ispirazione dalla complessa storia di convivenza interetnica della regione. Kunst Meran è il contesto ideale per una mostra sulla traduzione che pone interrogativi su concetti quali identità, multiculturalismo, diversità. “The poetry of translation” guarda alla resa in altre lingua in qualità di fonte di partecipazione, comprensione internazionale, creatività, genio e poesia. Può diventare però anche causa di incomprensioni ed esclusioni.

Traduzione e forme d’arte

Dalla traduzione di tipo linguistico, la mostra allarga l’indagine alla
trasposizione di ulteriori sistemi segnici. Quindi tratta anche la trasposizione di musica, canto, danza, linguaggi digitali o pittura. In alcune opere esposte invece le unità di codice morse sono tradotte in segnali luminosi (Cerith Wyn Evans, Goodnight Eileen,
1982). Ci sono poi lavori che trasformano la musica in disegno (Jorinde Voigt, Ludwig van Beethoven – Sonate Nr. 1 bis 32, 2012). L’esposizione pone l’attenzione sui risultati dei trasferimenti da un sistema all’altro e del modo in cui l’osservatore si confronta con schemi astratti.

Le lingue universali

Le ricerche contemporanee sono inoltre accompagnate da due excursus storici e una
sala è dedicata alle lingue artificiali. L’Esperanto e il linguaggio per immagini isotype raccontano il desiderio di un mondo senza traduzioni. In un altro spazio del percorso i curatori hanno indagato la poesia visiva e concreta degli anni ’60 e ’70. Hanno così dato spazio a un gruppo di artiste, riunite da Mirella Bentivoglio per la mostra “Materializzazione del linguaggio”. Un evento realizzato per la Biennale di Venezia del 1978 che ha aperto prospettive inedite alla visione femminile del codice in forme visive.

Gli appuntamenti collaterali alla mostra di Merano Arte

La mostra prevede un ampio programma di iniziative, di offerte didattiche, visite
guidate e incontri. In programma anche l’artist talk di Francesca Grilli, un concerto di Alessandro Bosetti con Ensemble Conductus, e una performance di Kinkaleri. Il percorso espositivo è poi completato da due opere d’arte pubblica realizzate da Lawrence Weiner e Heinz Gappmayr presso l’ospedale di Merano. È attesa per dicembre 2021 la pubblicazione di un volume edito da Mousse Publishing con una raccolta di testi sulle opere in mostra. L’evento si svolgerà dal 13 novembre al 13 febbraio, mentre l’opening sarà il 12 alle 19.

Immagine da cartella stampa.