A mali estremi: Volkswagen pronta a estremi rimedi

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Il proverbio lo dice chiaramente: a mali estremi, estremi rimedi. È ciò che deve aver pensato Volkswagen, per far fronte alla crisi del gas.

A mali estremi, quali saranno gli estremi rimedi?

Nel caso in cui le forniture di gas dovessero esser tagliate in maniera importante, Volkswagen è pronta a trasferire gran parte delle sue attività produttive lontano da Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia, i Paesi più penalizzati dalla crisi energetica. Un gesto estremo, ma necessario se la situazione dovesse precipitare.


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Diverse alternative

“Tra le alternative di medio termine, ci stiamo concentrando su una maggiore localizzazione delle forniture, su un trasferimento della capacità produttiva e su soluzioni prettamente tecniche. Le valutazioni in corso sono simili a quelle diventate già pratica comune nel contesto delle sfide legate alla carenza di semiconduttori e ad altre recenti interruzioni della catena di approvvigionamento”. È quanto dichiara Geng Wu, responsabile acquisti, in una nota raccolta da Bloomberg.

Verso l’inverno

La crisi del gas non è certo una novità, e di sicuro non è limitata alla sola Volkswagen. In tutta Europa si cerca quindi di correre ai ripari, aumentando gli stoccaggi: è il caso soprattutto di Italia e Germania, i più strettamente dipendenti dal gas russo. Se però questa soluzione può tamponare l’emergenza con l’arrivo dell’inverno, potrebbero sorgere ulteriori problemi con lo stop totale dal gas da Mosca, nella prossima primavera. Diverse aziende quindi hanno dovuto procedere ad una diversa pianificazione per il futuro.

Uno sguardo a Sud e Nord Europa

Se la Volkswagen fosse costretta a compiere il trasferimento, a beneficiarne potrebbero essere Paesi europei che possiedono terminal per la rigassificazione e impianti automobilistici della Casa, come Spagna, Portogallo e Belgio. La zona prescelta sarebbe infatti l’Europa sudoccidentale, ma anche le zone costiere del Nord Europa: qui l’accesso ai carichi via mare di gas naturale liquefatto è migliore. La Volkswagen ha fatto sapere di aver “approntato i migliori preparativi possibili”, ma di essere comunque preoccupata dell’eventuale effetto dei rincari sui suoi fornitori.

Un intervento dai politici

Sempre sul tema dei rincari, il responsabile delle relazioni esterne Thomas Steg ha affermato che sarebbe necessario un intervento per evitare conseguenze peggiori. “Anche i politici devono frenare l’attuale boom incontrollato dei prezzi del gas e dell’elettricità. Altrimenti, le piccole e medie imprese, in particolare quelle ad alta intensità energetica, avranno grossi problemi e dovranno ridurre o fermare la produzione”.