A Christmas Carol e l’uomo che ci insegnò il Natale.

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Charles Dickens era geniale, inglese, e straripante di valori assoluti.

Riprendendo il film di Bharat Nalluri, non si limita ad inventare il Natale, lui ce lo spiega e ce lo insegna: ci racconta una realtà. Una realtà che passa attraverso quel lasso di tempo decembrino colorato e luccicante, arrivando poi alla semplice e totale storia dell’umanità.   

La Vita 

Charles Dickens nasce  nel 1812 a Landport, vicino Portsmouth, dove conduce un’infanzia triste fra povertà e miseria: quando era un bambino lucidava scarpe, poi iniziò  lavorare in uno studio legale, come commesso. Una vita che non sembra promettere il successo eterno ottenuto. Fin quando la pubblicazione a 26 anni di ” Quaderni postumi del Circolo Pickwick” lo rende immediatamente celebre nel panorama inglese culturale. Conquisterà la sua arguzia e profondità di descrivere ( o meglio – denunciare), con attenta e celata ironia, le caratteristiche opulente dei retroscena dell’epoca Vittoriana. Le figure letterarie da lui create riescono ad offrire uno scenario veritiero e senza veli dell’epoca, facendo dei suoi personaggi dei prototipi umani, ripresi anche nelle prossime epoche : allievo del romanzo satirico 700esco, inventa il romanzo sociale moderno. Muore nella bella e tetra Londra nel 1870.

A Christmas Carol

 A Ghost-Story of Christmas. E’ la storia di un vecchio e cattivo banchiere londinese,Ebenezer Scrooge,  che riscopre la sua umanità durante il Natale. Orsuto e disincantato, nella sua ricca dimora, riceverà ben tre visite: Il fantasma del Natale Passato,Presente e Futuro. Numerose sono le opere cinematografiche dedicate a quest’opera d’immenso valore,come la versione Disney del 2009 con Jim Carrey .

Il Natale Passato

vestito di candido bianco poterà Scrooge nel suo passato, mostardogli gli affetti perduti: prima la sorellina Fanny, poi la fidanzata Bella. Il rimorso, forse fonte di tanto cinismo, uccide e deteriora interiormente il vecchio,che scaccia furiosamente il fantasma pallido. Sono troppi gli affetti passati e perduti , che spesso si rimpiangono , e ci mancano. 

Natale passato

Il Natale Presente 

è una figura molto simile a Babbo Natale, grassa e felice. Porta Scrooge a vedere come altre famiglie passano la vagilia di Natale. Tutti insieme e felici. Bob, un suo dipendente sottopagato, è con la sua famiglia e festeggia con un ben misero pasto: il figlioletto Tim, ammalato, sta morendo e Bob a causa del basso salario, non può compare i medicinali. Eppure si augura il meglio anche per il  capo spilorcio: forse cattivo, ma anche molto solo. Lo spirito conduce il vecchio anche dal nipote Fred, e in un nave in cui dei marinai brindano e festeggiano, pensando alle loro famiglie lontane. Il denaro, dimostra il fantasma, non è la cosa più importante: il Natale è fatto da affetti, famiglia, persone. 
Ma l’Ignoranza e la Miseria, personificate in figure mutanti di due bambini, attanagliano la società. Scrooge ha molti soldi, ma è povero. Consapevole di aver fatto aprire gli occhi ( e il cuore) al vecchio, il Natale Presente muore,ridendo sonoramente,

Natale Presente

Il Natale Futuro

è la morte personificata. Silenzioso, è il più triste degli spiriti. Mostra al vecchio il Natale dell’anno a seguire…Scrooge è morto. Sulla sua morte ballano coloro che rubano e si appropiano del suo patrimonio. Il piccolo Tim è morto. L’unico a visitare la tomba del vecchio cinico è il nipote Fred, ben lieto però di ereditare i suoi denari. Le fiamme erompono dalla fossa sotto la salma: Scrooge è destinato all’inferno. 

Natale Futuro

E poi…

Al risveglio da quello che sembrava un incubo, c’è il ravvedimento. Scrooge capisce che ha l’opportunità di cambiare e diventare migliore, evitando solitudine tristezza e anche l’inferno. Dona denaro ai poveri e sopratutto, promuove il suo dipendente Bob, donandogli un’immensa somma di denaro e diventando un secondo padre per il piccolo Tim, che riesce a guarire grazie alle medicine. Scrooge cambia totalmente: dopo aver capito il marcio che c’era in lui, germoglia. Era odiato, diventa amato. Era cattivo, e diventa buono. E’ una presa di coscienza esternata a tutto il genere umano.  


La via che gli uomini seguono presagisce una fine sicura se essi vi perseverano, ma, modificando quella via, anche la fine deve cambiare.

Forse, come Charles Dickens insegna, avremmo bisogno di più fantasmi. 

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