A Beirut scoppiano le proteste – assalto ai ministeri

Dopo le esplosioni che hanno devastato Beirut, esplodono le proteste nella capitale libanese. Nelle manifestazioni vengono assaltati le sede del ministro degli Esteri e dell'Economia.

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A Beirut scoppiano le proteste
I manifestanti a Beirut.

A Beirut scoppiano le proteste. Sono scese in piazza almeno 5 mila persone per protestare contro il governo per la devastante esplosione di martedì. Si sono verificati scontri anche fra la polizia e i dimostranti. Inoltre, un gruppo di manifestanti ha assaltato il Ministero degli Esteri e dell’Economia.

Scoppiano le proteste a Beirut

A Beirut, una città devastata già da crisi economiche, corruzione, pandemia e un’esplosione, esplode la protesta contro il governo per la cattiva gestione dell’emergenza di martedì. Più di 5 mila persone sono scese in piazza. Vi sono stati anche degli scontri fra la polizia e i manifestanti. Le forze dell’ordine hanno sparato gas lacrimogeni, ferendo molte persone.

La Croce Rossa comunica che ha già trasportato 63 feriti nei pochi ospedali ancora agibili a Beirut già colmi di feriti della strage di martedì scorso.

Lo slogan dei manifestanti è “preparate le forche”. Ciò significa il desiderio di vedere i responsabili della catastrofe rendere conto della loro incompetenze e corruzione davanti alle giustizia. Molti manifestanti inveiscono contro il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah.

Un manifestante ha dichiarato a un reporter: “Lo vede quel cestino di rifiuti? Ecco, i nostri politici valgono meno di esso”. I manifestanti si sono inoltre radunati davanti alla sede del Parlamento e del Governo per prenderla d’assalto. Un altro manifestante ha affermato: “Nell’esplosione di martedì ho perso tutto: casa, lavoro e ufficio. Non ha più un posto in cui dormire. E stasera intendo dormire in Parlamento”.

Video delle manifestazioni

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Gli assalti ai ministeri

I dimostranti hanno poi preso d’assalto la sede del Ministro degli Esteri, dell’Economia e dell’Energia. La sede del ministro degli Esteri è stata assalita principalmente da un gruppo di veterani dell’esercito; una volta introdotti nella sede hanno rimosso la foto del presidente Michel Aoun e l’hanno distrutta. Hanno poi gridato: “Vai via!”, riferendosi al capo dello Stato.

Sullo storico palazzo Bustros, sede del Ministero, i dimostranti hanno appeso degli striscioni raffiguranti il pugno chiuso con le scritte “Beirut, capitale della rivoluzione” e “Beirut città disarmata”.

Un altro gruppo di manifestanti ha invece assalito il Ministero dell’Economia. Questi hanno gettato dalle finestre i documenti e un’immagine del Presidente libanese.

Alcuni dimostranti hanno addirittura cercato di introdursi nella sede del Ministero dell’Energia per assalirlo. Tuttavia i sodati li hanno fermati per tempo.

Intanto, le manifestazioni in piazza proseguono. Secondo le fonti locali, un poliziotto sarebbe rimasto ucciso, mentre i feriti tra i dimostranti sono oltre cento.

Il Ministero degli Esteri è stato sgomberato in serata dall’esercito.

Il premier libanese Hassan Diab, in un discorso, ha invitato i leader dei partiti politici a risolvere la crisi nel Paese, altrimenti ci saranno elezioni anticipate. Ha infatti dichiarato: “Ora è il momento della responsabilità collettiva. Vogliamo una soluzione per tutti i libanesi. Chiederò lunedì elezioni anticipate e resterò al governo per due mesi in attesa dell’accordo politico”.

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