9 aprile 1995 – moriva Edda Ciano Mussolini, figlia prediletta del Duce

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Edda Ciano Mussolini

Di figure femminili importanti la storia italiana è piena, e molte di esse gravitavano intorno a uomini potenti, fossero questi personaggi negativi o positivi. È il caso della protagonista di oggi.

Edda Mussolini nacque il 1° settembre 1910 a Forlì, figlia del Duce e di Rachele Guidi. Poiché all’epoca della sua nascita i genitori non erano ancora sposati, venne registrata come figlia illegittima: dopo di lei sarebbero nati Bruno (1918), Vittorio (1925), Romano (1927) e Anna Maria (1929).

Figlia prediletta del padre, Edda si dimostrò fin dalla primissima infanzia poco interessata ai vezzi femminili. Seguiva spesso il Duce nei suoi impegni istituzionali, iniziando presto, di conseguenza, ad interessarsi di politica.

Da adolescente e giovane donna si confermò sempre più indipendente e insofferente alle regole, tanto da farsi cacciare dal collegio Regio Istituto Femminile della SS Annunziata, a Firenze, proprio per “incompatibilità con l’ambiente”. Aveva il vizio del fumo e indossava volentieri i pantaloni, cose che fra gli anni Trenta e i Quaranta non erano benviste per una donna. Il padre stesso non approvava né l’una né l’altra, ma continuava a lasciarle una relativa – seppur sotto controllo – libertà.

Nel 1930, ad appena vent’anni Edda conobbe Galeazzo Ciano. Lui ne aveva ventisette, ed era un diplomatico fedelissimo al fascismo. Con il consenso di Mussolini le nozze furono celebrate ad aprile, e la luna di miele portò la giovane coppia a Capri. Questa sarebbe diventata per loro una meta abituale, e qui edificarono una bellissima villa.

Con il marito console generale a Shangai, Edda lo seguì in Cina per un periodo che durò sino al 1933. La coppia aveva avuto nel 1931 il primo figlio, Fabrizio, ed Edda era incinta del secondo quando il Duce richiamò la famiglia a Roma. Qui nacque la secondogenita, Raimonda, seguita nel 1937 da Marzio, purtroppo deceduto in giovane età.

Nel 1935 Galeazzo Ciano era Capo dell’Ufficio Stampa della Presidenza del Consiglio, e Edda gestiva la sua vita tra i ruoli di madre, moglie e padrona di casa. Sempre più interessata alla politica sbrigava diversi impegni per conto del padre, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Decise allora di partire per l’Albania come crocerossina, e qui incontrò la principessa Maria José del Belgio, con la quale ebbe diversi contrasti. Inorridita dalle condizioni in cui operava la Croce Rossa sul campo, non esitò a scrivere lettere molto critiche al padre, chiedendo aiuto.

A metà del 1943 iniziò il tracollo. Edda ricevette la notizia che il marito aveva votato contro Mussolini al Gran Consiglio del Fascismo, la notte del 24 luglio, e che il Duce era stato arrestato. Il regime era dunque caduto, e i Ciano con i figli vennero catturati in Germania. Mussolini venne liberato, e Galeazzo Ciano fu incarcerato a Verona per tradimento.

Edda mise in campo tutte le sue risorse per far rilasciare il marito. Tentò di barattare i suoi diari, nei quali si mostrava critico verso i tedeschi, in cambio della sua vita, ma tutto fu invano e Mussolini non mosse un dito per aiutarlo: Galeazzo Ciano venne fucilato a Verona l’11 gennaio 1944.

Il rancore divise per sempre padre e figlia, ed Edda con i figli si rifugiò in Svizzera. Dopo la fucilazione di Mussolini e della sua amante Claretta Petacci venne espatriata e mandata a Lipari, sola: ma godendo dell’amnistia, dopo un anno poté tornare dai suoi figli.

Ma le sue lotte non erano ancora concluse. Dovette dare battaglia per riavere la salma del padre, quindi perché le fossero restituiti tutti i beni di famiglia confiscati: nel 1950 poté infine riprendere possesso del suo attico a Roma, e da qui la sua vita riprese un binario più tranquillo.

L’ultima parte dell’esistenza di Edda Ciano Mussolini si svolse tra viaggi e visite ai figli ormai cresciuti, e andò a concludersi il 9 aprile del 1995, all’età di ottantaquattro anni. Le sue spoglie mortali trovarono riposo a Livorno, accanto al corpo del marito.

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