83 anni fa moriva Benjamin, l’ultima tigre della Tasmania

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83 anni fa moriva Benjamin, l'ultima tigre della Tasmania

Tigre della Tasmania è il nome con cui è meglio conosciuto il tilacino, un marsupiale carnivoro filogeneticamente vicino al più famoso diavolo della Tasmania, sebbene più simile nell’aspetto a un cane, o a una volpe. Il nomignolo tigre della Tasmania era dovuto al caratteristico manto striato. Il muso ricordava quello della volpe, mentre la coda, lunga e robusta, assomigliava a quella di un canguro; e, analogamente proprio a quella dei canguri, agevolava l’animale nel salto, e lo aiutava a sostenersi per breve tempo sulle zampe posteriori.

Ma la caratteristica più impressionante nell’aspetto del tilacino era probabilmente la straordinaria apertura mandibolare. Questo animale era in fatti il solo mammifero in grado di spalancare le proprie fauci fino ad oltre 120 gradi, capacità che gli era probabilmente utile nella caccia.

Benjamin sbadiglia, mostrando la straordinaria apertura mandibolare.

Benjamin, l’ultimo tilacino

Era, perché ad oggi la tigre della Tasmania è ufficialmente estinta. L’ultimo esemplare, noto come Benjamin, morì in cattività il 7 settembre 1936; ironia della sorte, appena due mesi prima della sua morte il governo Tasmaniano aveva decretato lo status di specie in via di estinzione per il tilacino. Catturato nel 1933, l’animale visse gli ultimi anni presso lo zoo di Hobart, che già in passato aveva ospitato alcuni suoi simili. Era l’ultimo della sua specie. Un triste primato, che ha consegnato Benjamin, suo malgrado, alla storia.

Benjamin
Coppia di tilacini nello zoo di Hobart

Una caccia spietata

Ma cosa aveva portato alla completa estinzione del tilacino? Specie endemica della Tasmania, vi sono prove che questi animali fossero vissuti, in tempi più antichi (circa 2000 anni fa), anche nell’Australia continentale e in Nuova Guinea. I cambiamenti nell’ecosistema causati dall’arrivo dell’uomo nel territorio, insieme alla competizione con il dingo per lo spazio e il cibo, causarono presto la scomparsa del tilacino da quelle zone.

Femmina con cuccioli

I tilacini sopravvissero numerosi in Tasmania. Anche qui, però, l’arrivo dell’uomo fu tragicamente decisivo. Infatti, sebbene questi animali fossero piuttosto restii ad avvicinarsi agli assembramenti umani, si guadagnarono presto la fama di ladri di bestiame: ne seguì una caccia spietata, al punto che il governo Tasmaniano giunse ad istituire una taglia su ogni tilacino ucciso. A ciò si unì la competizione con il cane, introdotto dall’uomo, insieme alla perdita dell’habitat e delle prede. Quando ci si rese conto del pericolo di estinzione a cui la specie era esposta, per la tigre della Tasmania era ormai troppo tardi. L’ultimo esemplare in libertà venne abbattuto nel 1930. A quel punto, restava solo Benjamin; ma non per molto.

Un tilacino imbalsamato ci permette di osservare, con una
buona approssimazione, quale dovesse essere il colore del
manto dell’animale in vita.

Avvistamenti misteriosi

Ma il tilacino era davvero scomparso? La risposta più ovvia sarebbe sì. Tuttavia, oggi sono numerosi coloro che sostengono di averne avvistato degli esemplari in natura; e non solo in Tasmania, ma anche nel resto d’Australia, dove la specie risulta assente da oltre 2000 anni. Gruppi organizzati si avventurano ogni giorno alla ricerca della tigre della Tasmania, e sul web circolano foto e video dei presunti avvistamenti; nessuno dei quali, purtroppo, abbastanza nitido da risultare attendibile. Il desiderio di ritrovare il tilacino è così forte che diversi, tra giornali e ricchi privati, hanno promesso cifre cospicue a chiunque riuscisse a catturarne un esemplare vivo e incolume; un’amara ironia, se si pensa che, fino a un secolo fa, premi in denaro venissero offerti a chi li uccideva.

Presunto avvistamento di un tilacino

Nostalgia del tilacino

Quella di chi, armato stavolta solo di videocamera, si aggira per la Tasmania e per l’Australia alla ricerca del tilacino, è dunque una vana speranza? Probabilmente. Ciò di cui invece si discute molto seriamente è la possibilità di clonare il tilacino. Pare infatti che, grazie ai numerosi esemplari imbalsamati conservati nei musei, esista oggi la concreta possibilità di isolare il DNA della tigre della Tasmania, affinché questo animale possa rinascere in laboratorio. Si tratterebbe, in definitiva, della vera e propria de-estinzione del tilacino. Un progetto ambizioso, forse un po’ bizzarro, che è solo un esempio di ciò che l’uomo continua a fare fin dalla sua comparsa sul Pianeta: alterare l’equilibrio, distruggere ciò che ha trovato per poi rimpiangerlo, tentare in extremis di recuperare qualcosa di irrimediabilmente perduto.

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