8 maggio 1825: moure Santorre di Santarosa

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Annibale Santorre De’ Rossi di Pomarolo, conte di Santarosa, nasce a Savignano (Cuneo) il 18 novembre 1783. Ha appena dieci anni quando parte con il padre, ufficiale dell’esercito sardo per le campagne antinapoleoniche.

Sindaco del paese natio nel 1807, ricopre successivamente alcune cariche pubbliche a La Spezia e Torino. Morto Napoleone e tornato il Piemonte ai Savoia, nel 1815 imizia la carriera militare come capitano dei granatieri. Con lo scoppio dei moti rivoluzionari in Spagna e a Napoli, nel 1820, da ardente liberale cerca di ottenere l’alleanza di Vittorio Emanuele II, con il movimento costituzionale, in nome del comune sentimento antiaustriaco: il re dovrà concedere la costituzione, evitando così un’insurrezione anche in Piemonte ed ottenendo manforte contro l’Austria in Lombardia: il suo piano infatti, auspica un’Italia liberata e unita sotto lo stemma sabaudo.

Portavoce e propugnatore della proposta è il futuro re Carlo Alberto, ma il sovrano respinge sdegnato l’offerta non riuscendo a convepire e, quindi, af accettare, l’idea di una monarchia costituzionale. Santorre di Santarosa, che in quel momento riveste il grado maggiore, insieme agli altri capi del movimento, fra cui il colonnello Carlo Asinari di San Marzano, il maggiore Hiacinto di Collegno, il Colonnello Regis, da avvio ai moti costituzionali di Alessandria, il 10 marzo 1821 peSr poi farli dilagare a Torino e nel Piemonte.

Tre giorni dopo Vittorio Emanuele I abdica e nomina Carlo Alberto reggente, per l’assenza temporanea dell’erede al trono Carlo Felice. Carlo Alberto concede la Costituzione e nomina Santorre di Santarosa Ministro della Guerra e della Marina. È a quel punto che, su richiesta di Carlo Alberto, interviene militarmente l’Austria che a Novara, sbaraglia le forze costituzionali.

Dopo la sconfitta si rifugia prima in Svizzera e poi a Parigi dove pubblica, mello stesso anno, il libro in lungua francese “La rivoluzione piemontese”. L’iniziativa indispone ulteriormente Carlo Felice che lo oerseguita facendolo.arrestare.

Incarcerato, poi confinato ad Alencon e poi a Bourges, Santarosa ripara in Inghilterra guadagnandosi da vivere con l’insegnamento dell’italiano e del francese. In questi anni diventa amico di Ugo Foscolo, Victor Cousin e Giovanni Berchet.

Nel 1824, insieme a Giacinto Provana di Collegno, s’imbarca per la Grecia in rivolta contro la Turchia , e si unisce ai combattenti come soldato semplice. Sono il suo culto per la libertà e la sua avversione per la tirannide, a slingerlo a combattere ovunque vi sia la sopraffazione, ed è lo stesso credo che lo porta a morire sul campo. Santorre di Santarosa cade a Sfacteria, l’8 maggio 1825 ad appena 42 anni.

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